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Janello Torriani, genio
del Rinascimento: grande
mostra da settembre

Primo lancio, questa mattina, per la mostra che animerà l’autunno cremonese, quella dedicata a Janello Torriani, artigiano – scienziato cremonese alla corte degli imperatori di Spagna nel Cinquecento. A presentare il grande evento, questa mattina sulla loggia della Bertazzola ai piedi del Torrazzo, il sindaco Gianluca Galimberti e l’assessore al Commercio Barbara Manfredini; il Comune ne è l’organizzatore, insieme alla Fundacion Juanelo Turriano, alla fondazione Arvedi Buschini e a Unomedia. Il patrocinio è di Regione Lombardia e dell’Ambasciata d’Italia a Madrid, con il sostegno economico di Fondazione Bracco. La mostra si terrà al Museo del Violino dal 10 settembre 2016 al 29 gennaio 2017.

Importanti i partner economici che hanno creduto nel progetto, si va dalla fondazione Bracco a una lunga serie di sponsor locali quali Padania Acque, Cassa Padana, Banca Cremonese, Fondazione Cariplo; Banca Popolare di Cremona, Hora (associazione italiana cultori di orologeria antica), Caprari, Syngenta, Banaca Popolare di Cremona, Confartigianato, Centropadane, Centro Porsche Bergamo, Smat, Consorzio Irrigazioni Cremonesi.

“Questa mostra – ha spiegato il sindaco –  e il programma cultura in generale hanno un obiettivo importante: rileggere la nostra storia per delineare il nostro futuro. Sofonisba, Amati e Torriani. Riscoprire i grandi cremonesi del Cinquecento non per metterli in una teca, ma per interrogarci su cosa dicono all’oggi della nostra città. Questa è una grande mostra che consentirà ai cremonesi innanzitutto e ai visitatori che verranno a Cremona di ritrovare le mani e l’intelletto di un genio del Rinascimento. In questa mostra ci sono tanti temi attualissimi: l’acqua, l’invenzione, la scalata sociale, l’Europa.  E allora con questa mostra vogliamo far palpitare la coscienza collettiva dei cremonesi per poi rivolgerci alla Regione, all’Italia e all’Europa. Con questa mostra vogliamo introdurre permanentemente nel sistema museale cremonese l’innovazione tecnologica che consente di far fare ai visitatori viaggi non solo spaziali, ma temporali nella Cremona del Cinquecento. Questa mostra è frutto di una bella e fruttuosa collaborazione tra pubblico e privato, tra Italia e Spagna. E’ un onore il sostegno della Fondazione Bracco, un onore la collaborazione con tutti gli sponsor e gli Mdv friends che hanno creduto e credono e investono su questo progetto. Un progetto del sistema museale cittadino e della città, possibile grazie alla collaborazione con Fundacion Juanelo Turriano, Fondazione Arvedi Buschini e Unomedia. Un progetto curato da Cinzia Galli, conservatrice del nostro Museo di Storia Naturale e da Cristiano Zanetti, cervello ritornato, ricercatore cremonese che ha studiato e lavorato in Europa e adesso torna nella nostra città con questa mostra internazionale che non vediamo l’ora di inaugurare”.

 Chi era Torriani – Il suo nome è quasi sconosciuto, anche se in vita era spesso affiancato a quello di Archimede. Egli riuscì ad affascinare i due più potenti sovrani del suo tempo, Carlo V e suo figlio Filippo II, che lo vollero al loro fianco, considerandolo un genio come per noi oggi è Leonardo da Vinci. A differenza di Leonardo, Janello Torriani non sapeva dipingere, era uomo rozzo e tutt’altro che nobile, eppure le sue grosse mani da fabbro sapevano creare meraviglie che tutta l’Europa ambiva: meccanismi sofisticatissimi, gestiti da combinazioni meccaniche elaborate che a noi oggi sono garantite dalla tecnologia più avanzata. Dalla sua mente e dalle sue mani uscivano orologi perfetti nelle loro decine di funzioni e bellissimi. Meravigliosi automi che suscitavano l’ammirazione e lo stupore delle Corti. Fu lui a elaborare le applicazioni della sospensione cardanica tutt’ora di uso quotidiano, ma che prese il nome da un altro, il Cardano appunto.
Quando sia nato nessuno lo può dire con certezza, si suppone verso il 1500. La leggenda racconta l’evento che si verificò nel preciso istante in cui Janello veniva alla luce: un fulmine squarciò il cielo per scaricarsi sull’orologio del Torrazzo. Come a presagire che quel neonato sarebbe stato indissolubilmente collegato al funzionamento degli orologi. A quel tempo era mitico l’Astrario di Giovanni Dondi, ma il Torriani, su commissione di Carlo V, costruì il più complesso orologio planetario della storia mosso da circa 1800 componenti meccaniche chiamato Microcosmo. Fu infatti lui ad inventare la prima fresatrice per la costruzione delle ruote dentate. L’impresa richiese più di vent’anni per la progettazione e tre per la costruzione. Non si tirava indietro davanti a nessuna sfida, neppure a ciò che pareva a tutti impossibile, come il sollevare le acque del Tago sino alla sommità dell’Alcazar di Toledo. Costruì infatti per il Re di Spagna la prima macchina ciclopica della storia che elevava acqua per cento metri di altezza (quasi come il Torrazzo di Cremona) portando 18 mila litri di acqua al giorno al castello reale lungo un percorso di 300 metri. La fama di Torriani lo portò a partecipare alla riforma gregoriana del calendario: nessuno come lui conosceva la perfezione del tempo.

Questo il Comitato scientifico della mostra: Antonella Romano -Lorraine Daston – Mario Biagioli – Alessio Assonitis – Bernardo Revuelta Pol – Luca Molà – Marco Tanzi – Rodobaldo Tibaldi.
Centre Alexandre Koyré (EHESS) di Parigi (Francia)
Max Planck for the History of Science (Germania)
Center for Science and Innovation Studies University of California, Davis (U.S.A.)
The Medici Archive Projet (U.S.A. – Italia)
Fundación Juanelo Turriano (Spagna)
European University Institute Department of History and Civilization (Italia)
Università del Salento (Italia) – Facoltà di Beni Culturali (Italia)
Università di Pavia – Facoltà di Musicologia (Italia)

Info www.mostratorriani.it

 

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