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Incontro con Bertinotti
e don Carron: Cattedrale
gremita giovedì sera

Cattedrale gremita giovedì sera per l’incontro che ha visto al tavolo dei relatori Fausto Bertinotti, ex-Presidente della Camera dei Deputati, oggi al vertice della Fondazione “Cercare ancora” e don Julián Carron, succeduto al fondatore, don Luigi Giussani, alla guida del movimento di “Comunione e Liberazione”.

Tema dell’incontro, coordinato dall’avvocato Paolo Mirri, responsabile diocesano della Fraternità di Cl, è stato il primo libro scritto da don Carron ed edito da Rizzoli, La bellezza disarmata, in cui l’attualità viene analizzata nelle sue varie evidenze – immigrazione, famiglia, Europa, terrorismo, e via dicendo.

Il Vescovo, mons. Antonio Napolioni, nel breve saluto introduttivo, ha evidenziato come il luogo scelto per l’iniziativa non fosse casuale, ma volesse indicare la Cattedrale “come luogo di dialogo e di incontro”. Il presule ha poi seguito l’incontro in prima fila, accanto al consigliere regionale Carlo Malvezzi e al direttore dell’Asst di Cremona, Camillo Rossi. In seconda fila presente il consigliere comunale Luca Burgazzi.

Bertinotti, nel corso del suo intervento, non ha risparmiato critiche a Marx ed allo stalinismo: oggi, però, il capitalismo, a suo giudizio, avrebbe “riassunto una vocazione totalitaria” e riconquistato “l’ambizione a plasmare il mondo a propria immagine e somiglianza”, a trasformare le “persone in merci senza diritti. I nostri figli stanno peggio di noi – ha osservato – non solo economicamente, bensì anche come prospettiva di vita”.

Bertinotti ha quindi ribadito la necessità di un “nuovo inizio”, e ha parlato di quello che lo accomuna a Cl: “Il fatto che un cammino va fatto con qualcuno, cercando lo sguardo di qualcuno”.

Carron ha  confermato “Per un nuovo inizio c e bisogno di un nuovo sguardo. Per ripartire per mettersi in cammino bisogna imparare che questo risveglio non può essere un fondamentalismo o un relativismo. Deve essere riscoperto”. La “ricetta”, a suo giudizio, consisterebbe nel valorizzare “il positivo, pur nel suo limite. Un atteggiamento, questo, che permette di incontrare chiunque e questo fatto genera cultura. La tensione consiste allora nel cogliere le briciole di bellezza, di beni e di valori. Tutti quanti oggi siamo davanti a questa sfida, ch’è al contempo un’occasione preziosa ed una fonte di domande. E’ bello poter cominciare un dialogo a tutto campo”.

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