Commenta

'Stellini, ma quali accordi?'
'Zamperini coinvolto per
avere amici nelle squadre'

Nella tredicesima udienza del calcioscommesse, tratte le posizioni di Cristian Stellini, il secondo di Conte, dell'ex calciatore Alessandro Zamperini, e dell'ungherese Laszlo Strasser. Venerdì, ultima udienza, si parlerà di Doni, Mezzaroma e Signori. Previste anche le repliche.
Da sinistra gli avvocati Della Valle, l'avvocato Cardamone e l'avvocato Nicoli

Nella tredicesima udienza del calcio scommesse si è tornati a parlare della partita Albinoleffe-Siena del 29 maggio 2011, il match per il quale il pm Roberto di Martino ha chiesto per l’allenatore della Nazionale Antonio Conte la condanna a sei mesi e ottomila euro di multa. Per quella partita è imputato anche Cristian Stellini, il secondo di Conte, difeso nel processo dagli avvocati Raffaele e Gaetano Della Valle. “Si imputa a Stellini”, ha spiegato l’avvocato Gaetano Della Valle, “di essere stato il mandante di un presunto accordo che poi si sarebbe perfezionato nella gara di ritorno del 29 maggio del 2011. In sostanza Stellini avrebbe mandato in avanscoperta dei giocatori per trovare la disponibilità di un accordo a distanza di quattro mesi, in quanto la partita di andata si era giocata l’8 gennaio. Nell’imminenza del match, Stellini avrebbe avuto in programma di fare l’accordo, ma non si sa per quale motivo, né per agevolare chi, e poi mancavano ancora quattro mesi alla fine del campionato”. “Dopo questi quattro mesi”, ha aggiunto il legale, “non succede nulla, poi c’è stata una riunione tecnica nella quale però nessuno ha detto nulla, e poi un terzo incontro a Stezzano fuori da un albergo, ma Stellini non è menzionato”.

Stellini deve rispondere anche di un’altra partita: Ascoli-Siena del 13 maggio del 2011, terminata con il risultato di 3 a 2. Per questo match sono coinvolti anche Massimo Erodiani, l’ex titolare di un’agenzia di scommesse e personaggio chiave dell’inchiesta, l’ex centrocampista del Bari Antonio Bellavista e l’ex centrocampista dell’Ascoli Alex Pederzoli. Secondo l’accusa, l’accordo era quello di far vincere l’Ascoli, una vittoria necessaria per la salvezza della squadra. Sempre secondo la procura, i giocatori dell’Ascoli avrebbero effettuato una raccolta di denaro destinata alla corruzione dei calciatori del Siena, già matematicamente in serie A, ai fini del condizionamento della partita che dovevano necessariamente vincere. Ci sarebbero stati contatti con Erodiani che a sua volta avrebbe contattato Bellavista il quale, attraverso Stellini, avrebbe cercato invano di raggiungere l’allenatore del Siena. Bellavista avrebbe comunque ricevuto la garanzia di Stellini, e a quel punto Coppola, calciatore del Siena che in precedenza aveva giocato all’Ascoli, avrebbe manifestato la sua disponibilità per favorire la vittoria dell’Ascoli, scontrandosi con i compagni di squadra, quando, alla fine del primo tempo, il Siena era ancora in vantaggio per 2 a 0, risultato poi ribaltato.

“Non ci sono elementi per giustificare un rinvio a giudizio”, ha fatto sapere l’avvocato Raffaele Della Valle. “L’unica parvenza, neanche di prove, ma di sospetto che possa essere attribuita a Stellini è una frase detta da Erodiani che lo cita, ma dev’essere letta in un contesto globale, tanto che, andando avanti con il discorso, lo stesso Erodiani parla di sue supposizioni o illazioni”. “Tanto più”, ha proseguito il legale, “che tutti coloro che lui chiama in causa, come Bellavista o Pederzoli, lo hanno smentito. Non ci sono elementi per andare a giudizio e intasare il tribunale”.

Nell’udienza di oggi ha parlato anche l’avvocato Antonio Cardamone per l’ex calciatore Alessandro Zamperini, l’amico dell’ex capitano della Lazio Stefano Mauri. La procura gli imputa il coinvolgimento per le partite Gubbio-Cesena, Lecce-Lazio e Lazio-Genoa. Se per la partita di Coppia Italia Gubbio-Cesena, Zamperini ha ammesso di aver fatto un’offerta al calciatore umbro Farina che poi aveva rifiutato, denunciando tutto alla Figc, per le altre due partite, l’ex calciatore ha respinto le accuse. “Probabilmente è stato tirato in ballo”, ha detto l’avvocato Cardamone, “per aver avuto troppi amici nelle squadre di calcio”. Per Zamperini c’era stata una richiesta di patteggiamento, ma con il pm non è stato raggiunto l’accordo. Al gup Pierpaolo Beluzzi, il legale ha fatto richiesta di incompetenza territoriale, “già stabilita dal tribunale del Riesame per la partita di Gubbio”, l’esclusione dell’aggravante della transnazionalità, “visto che i reati sono stati commessi in Italia”, e la nullità dell’incidente probatorio, “in quanto, pur avendo analizzato due computer e tre cellulari in uso a Zamperini, allo stesso non è stato consentito di partecipare”.

L’avvocato Massimo Nicoli, invece, assiste d’ufficio Laszlo Strasser, il factotum-autista-segretario della cellula ungherese del calcio scommesse. Per l’accusa, Strasser avrebbe avuto un ruolo nelle combine di Palermo-Bari, Lazio-Genoa e Novara-Siena. “La mia difesa non può che essere documentale”, ha detto l’avvocato Nicoli, “in quanto nominato d’ufficio e non avendo avuto la possibilità di parlare con il mio assistito”. “Ho rilevato”, ha continuato il legale, “che per quanto vi siano notevoli presunzioni di colpevolezza, Strasser è sempre valutato nell’ambito di una categoria, quella degli ungheresi. Ma le accuse devono essere suffragate da circostanze di tempo e di luogo ben definite e da fattispecie penali ben delineate”. “Uno dei fatti eclatanti, ad esempio”, ha ricordato il difensore, “è che Strasser, il 4 novembre del 2011 avrebbe incontrato a Malpensa un indagato proveniente da Singapore dal quale si presume avesse ricevuto dei soldi. Ma di questo non c’è prova e nemmeno ci sono stati sequestri di denaro”.

Domani, ultima udienza, verranno trattate le posizioni di Giuseppe Signori, Massimo Mezzaroma e Cristiano Doni. Previste anche le repliche. Il 16 maggio la sentenza.

Sara Pizzorni

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti