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Operaio non usò la fune di
sicurezza e cadde dal tetto.
Condannato datore di lavoro

Il titolare di una porcilaia di Maleo, un 54enne di Casalpusterlengo, è stato condannato dal tribunale di Lodi a due mesi di reclusione per essere stato il responsabile dell’infortunio sul lavoro subito dal suo operaio, un 45enne cremonese.

Il titolare di una porcilaia di Maleo, un 54enne di Casalpusterlengo, è stato condannato dal tribunale di Lodi a due mesi di reclusione, pena sospesa e non menzione, per essere stato il responsabile dell’infortunio sul lavoro subito due anni fa dal suo operaio, un 45enne cremonese. L’uomo, addetto alla pulizia dei pannelli fotovoltaici, era salito sul tetto della porcilaia senza assicurare la cintura di sicurezza ai ganci che conducono alla “linea vita”, ed era caduto fratturandosi un piede. Il suo datore di lavoro è finito a processo con l’accusa di lesioni colpose dovute all’inosservanza delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Secondo la procura, l’operaio non era stato sottoposto a visita medica, né risulta che l’azienda gli avesse fatto uno specifico corso di formazione. La difesa, invece, ha attribuito la responsabilità all’operaio, che era stato sì assunto nella porcilaia 23 giorni prima, ma alle spalle aveva 20 anni di esperienza per aver lavorato nello stesso settore e con la medesima mansione. La porcilaia era dotata della fune di sicurezza cui è obbligatorio assicurarsi quando si lavora in quota, ma “per fare prima”, secondo la difesa dell’imputato, l’operaio sarebbe salito sul tetto con una scala in un punto lontano dai ganci, e prima di poter usare la fune aveva perso l’equilibrio. L’Inail lo ha risarcito per l’infortunio e il lavoratore non si è costituito parte civile.

 

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