Commenta

Orti urbani, il regolamento
non c'è e le assegnazioni
restano al palo

Un esempio di orti urbani a MIlano

Si stanno allungando i tempi della stesura del regolamento sugli orti urbani e questo di fatto blocca l’assegnazione di nuovi lotti a cittadini che ne hanno fatto richiesta.  Un problema che riguarda, ad esempio, i lotti potenzialmente assegnabili in via Portinari del Po, zona di fronte agli impianti sportivi comunali. Le nuove assegnazioni sono vincolate alla stesura del regolamento, al cui testo  sta lavorando da oltre un anno l’assessore ai Quartieri e Vivibilità Sociale Rosita Viola. L’argomento orti urbani però è da sempre fonte di polemiche fin da quando, a giunta Galimberti appena insediata, Giorgio Everet di Forza Italia denunciò la scomparsa dei documenti di assegnazione dei lotti. Poco meno di un anno fa, la stessa Viola  aveva dichiarato che il regolamento avrebbe costituito una sorta di punto zero per rimettere ordine in un settore scarsamente disciplinato. In effetti la giunta Perri, sul finire di mandato a febbraio 2014, non definì un vero e proprio regolamento per stabilire diritti e doveri degli assegnatari, ma solo un disciplinare. Con esso vennero assegnati nuovi spazi su terreni comunali nelle vie Castelforte, Caudana, Maffi, dei Garibaldini, Portinari del Po che andarono ad aggiungersi a quelli già gestiti dall’Associazione Unitaria Pensionati nelle zone Cascinetto e Zaist.

La gestione amministrativa delle assegnazioni venne affidata alla stessa Aup, estendendo la convenzione esistente, che nel 2018 andrà a scadere. Intenzione del Comune è quella di emanare un bando per ampliare la rosa di associazioni che potrebbero svolgere il servizio. Il contenuto del regolamento presenta alcuni scogli che sono forse all’origine dei ritardi: l’amministrazione comunale infatti non vorrebbe prevedere vincoli di residenza per l’assegnazione, mentre alcuni Comitati di quartiere vorrebbero che fossero concessi solo a residenti da un certo numero di anni nel quartiere stesso. “La città è di tutti – spiega l’assessore Viola a questo proposito -. Non trovo giusto che, ad esempio, un residente del centro storico non possa avere diritto all’orto solo perchè nella sua zona non esistono aree disponibili”. Al contrario nei quartieri dove alta è la percentuale di residenti ‘storici’, si teme l’arrivo di assegnatari  stranieri, magari da poco residenti in città, ma avvantaggiati (come avviene per le case popolari) dal basso reddito e dalla prole numerosa. Altra idea che potrebbe trovare spazio nel regolamento è quella di suddividere gli orti in varie categorie ad esempio quelli riservati agli anziani, o ad associazioni e così via. Come detto, appunto, si tratta di idee, perchè una bozza non è ancora stata diffusa.

gb

© Riproduzione riservata
Commenti