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Sgominata gang criminale
indiana che operava tra
Cremona e Brescia

Sgominata dalla Squadra mobile della Questura di Brescia una gang criminale formata da indiani e pakistani. In manette nove persone, residenti in provincia di Cremona e nella bassa bresciana, responsabili di plurime condotte illecite, come associazione per delinquere, incendio, rapina, estorsione lesioni personali, detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sono state inoltre denunciate altre 10 persone in stato di libertà.

L’obiettivo della presunta associazione a delinquere, come ha spiegato il questore Vincenzo Ciarambino, era quello di mettere le mani in tutti i settori in cui erano coinvolti i connazionali e che potessero generare guadagni. Persino sulle patenti facili.Tanto che le indagini sono partite da una vicenda di questo tipo: una rapina, avvenuta ai danni di un indiano, nei pressi di una sede d’esame per la concessione delle patenti avvenuto nel novembre del 2014. L’uomo, come si è appreso da successivi accertamenti, incassava infatti somme consistenti per aiutare altri stranieri a superare l’esame per il titolo di guida. Un’attività che permetteva guadagni facili e che faceva quindi gola all’organizzazione criminale.

Questo episodio si è rivelato essere solo la punta dell’icebearg. Di episodi come questi, infatti, se ne verificavano a decine. Le stesse azioni intimidatorie venivano infatti rivolte anche a diversi autotrasportatori, a cui veniva richiesto una sorta di pizzo sul guadagno. Con i meccanismi della criminalità organizzata, commettevano anche rapine e incendiavano gli automezzi di chi si opponeva alle loro richieste. Addirittura, il 30 novembre 2014 si era verificato un tentato omicidio in tangenziale a Brescia.

Tra gli altri ambiti in cui il gruppo operava, era quello del traffico di clandestini tra Italia e altri Paesi: secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, quotidianamente tre automezzi caricavano almeno sette persone ciascuno a Brescia, per trasportarle in città come Parigi, Vienna e Monaco. Allo stesso modo, altre persone venivano portate in Italia. Il tutto dietro compensi che andavano dai 250 ai 750 euro a testa. Quest’ultima attività risulta essere quelle più remunerativa per questi criminali: ben nove sono stati i viaggi documentati dalla squadra mobile tra la fine di marzo e l’inizio di maggio del 2015.

Durante l’indagine, denominata Terre Basse, si è potuto constatare la ferocia impiegata dai membri dell’organizzazione nei confronti dei complici ritenuti non più utili o nei confronti di coloro che osavano denunciare i soprusi subiti. Nei confronti di chi non si atteneva agli ordini, i membri mettevano in campo violenze e minacce proprio al fine di far ritirare le denunce.

L’associazione aveva anche una notevole disponibilità di armi da fuoco, usate per minacciare le proprie vittime. A questo proposito,è stato raggiunto da ordinanza di custodia cautelare in carcere anche Gurjeet Singh, l’indiano accusato di essere complice del duplice delitto dei coniugi Francesco e Giovanna Seramondi, titolari del bar “Da Frank” di Brescia.

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