Cronaca
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Scuole, la Provincia: 'Non pagheremo più le utenze per usi extrascolastici'

Norme più rigide per l’utilizzo extrascolastico degli immobili adibiti a scuola di proprietà dell’amministrazione provinciale. Si tratta degli istituti scolastici superiori, mentre quelli delle medie inferiori sono di proprietà dei comuni, che ne curano anche la manutenzione. E come per questi ultimi, a Cremona, il Comune ha chiesto una maggiore compartecipazione alle spese da parte delle società sportive che usano le palestre, analogamente la Provincia intende mettere ordine in una situazione non regolamentata. In particolare, con un decreto del presidente Carlo Vezzini del 28 aprile, viene stabilito che l’ente continuerà a pagare riscaldamento, utenze elettriche ed acqua potabile solo per le attività scolastiche curricolari, mentre non provvederà più “per tutte le altre attività extrascolastiche organizzate da soggetti terzi che utilizzano le medesime strutture, a partire dall’anno scolastico 2016 – 2017”. Si tratta, in particolare, proprio delle società sportive, quelle maggiormente bisognose di impianti, soprattutto nella stagione invernale. In questa situazione, ad esempio, a Cremona ci sono le palestre del complesso Beltrami – Ghisleri  – Aselli in via Palestro; ma anche la palestra dell’Itis.

Da una analisi generale effettuata dall’Ufficio Patrimonio, diretto da Rossano Ghizzoni, è emerso che l’utilizzo scolastico delle strutture è disciplinato da convenzioni specifiche tra Provincia e i tre maggiori comuni (Cremona, Casalmaggiore, Crema), mentre per l’utilizzo da parte di terzi “è stato rilevato un comportamento disomogeneo soprattutto per quanto concerne il rimborso delle spese di gestione, anche per effetto di accordi a volte stipulati direttamente tra la scuola e i soggetti esterni”. Un ‘fai da te’ che in questa fase storica, con i fondi a disposizione drasticamente ridotti, la Provincia si è decisa a rendere omogeneo e a regolamentare. Quindi, dal prossimo anno scolastico, chi utilizzerà le strutture scolastiche dovrà essere autorizzato non solo dalla dirigenza della scuola, ma dovrà prima informare la Provincia ed ottenere il nulla osta; inoltre  dovrà essere valutata la compatibilità dell’attività svolta “con la destinazione dell’istituto stesso e con i relativi compiti educativi e formativi”; chi utilizzerà la struttura dovrà stipulare una polizza di responsabilità civile; e soprattutto, dovrà essere previsto il rimborso spese di gestione che finora sono state pagate dalle scuole stesse o dalla Provincia.

Una decisione, quella dell’ente di Corso Vittorio Emanuele che per quanto di piccola entità, è rappresentativa di quanto accadrà nel futuro per tanti piccoli e grandi servizi finora a disposizione dell’associazionismo sportivo e di utilità sociale. Chi solitamente utilizza le strutture scolastiche sono infatti onlus senza fini di lucro, gruppi di volontariato, società sportive che fanno attività giovanili: ovvio pensare che sarà su di loro, e quindi sui singoli associati, che ricadranno i costi della progressiva scomparsa della presenza pubblica. In Provincia, in particolare, è in fase di redazione il Bilancio ma ci sono difficoltà a chiuderlo per la drastica riduzione di fondi decisa dal Governo, con un taglio di risorse doppio rispetto a quello attuato lo  scorso anno.

gbiagi

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