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Reati militari, rinvio a
giudizio per l'ex
maresciallo Grammatico

E’ stato rinviato a giudizio l’ex maresciallo Grammatico, ex vice comandante dei carabinieri di Vescovato coinvolto nell’operazione ‘Juliette’. Avrebbe commesso reati militari. Sentenza di non luogo a procedere, invece, per l'ex appuntato scelto Massimo Varani.

E’ stato rinviato a giudizio dal gup Christian Colombo, l’ex maresciallo Andrea Grammatico, ex vice comandante della stazione dei carabinieri di Vescovato coinvolto nell’operazione ‘Juliette’, il noto locale cremonese finito nell’occhio del ciclone per un giro di droga e di squillo. Questa volta Grammatico doveva rispondere di reati militari. Il processo a suo carico è stato aggiornato al prossimo 31 maggio, data in cui è già fissata una delle udienze del caso ‘Juliette’, dove l’ex maresciallo è accusato di reati di concussione, arresti illegali e atti falsi, e di aver portato all’interno del locale la cocaina. Molto probabilmente i due procedimenti verranno accorpati.

Di reati militari era accusato anche l’ex appuntato scelto dei carabinieri di Vescovato Massimo Varani, arrestato insieme al suo superiore per falso, calunnia e tentata concussione in concorso. Per Varani, difeso dall’avvocato Massimiliano Capra, oggi il gup ha emesso sentenza di non doversi procedere, in quanto i reati militari erano già stati contestati nel precedente procedimento dello scorso marzo davanti al gup Andrea Milesi, procedimento nel quale l’ex appuntato scelto, processato con il rito abbreviato, era stato condannato a tre anni e otto mesi di reclusione.

In piena indagine ‘Juliette’, osservati e ascoltati, i due ex militari, il 17 marzo del 2015 avrebbero dovuto essere in servizio di perlustrazione del territorio dalle 18 a mezzanotte, mentre invece, secondo l’accusa, lo avrebbero solo fatto credere durante i controlli via radio della centrale operativa. In realtà, senza autorizzazione, si sarebbero portati fuori dalla loro giurisdizione, facendo salire sull’auto di servizio Selene, una ballerina di Lap dance con la quale i due si sarebbero intrattenuti a lungo durante l’orario di servizio raggiungendo una zona isolata in aperta campagna cremonese a Gadesco, consumando pasticcini e bevendo spumante. In quella stessa occasione, l’ex vice comandante, “per divertimento”, avrebbe anche reso inservibile parte del suo armamento militare, esplodendo due cartucce calibro 9 parabellum in dotazione personale. Non solo: nel giugno del 2015, mese del suo arresto, l’ex maresciallo, durante una perquisizione nella sua abitazione di Vescovato, era stato trovato in possesso di oggetti di armamento militare, come 17 cartucce calibro 9 e 5 bossoli calibro 9 di proprietà dell’amministrazione militare, senza che fossero muniti del marchio. Per l’accusa, Grammatico li avrebbe cancellati o comunque non avrebbe dimostrato che “tali oggetti hanno legittimamente cessato di appartenere al servizio militare”.

Sara Pizzorni

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