Cronaca
Commenta1

Si finse agente in borghese e rapinò l'auto a tre ragazzi 4 anni e 2 mesi per Karim

Si era finto agente e aveva rapinato l'auto a tre ragazzi. Poi aveva messo a segno una rapina in A21 ad un benzinaio. Dopo gli 8 anni inflitti a Piacenza per il colpo all'area di servizio, Karim è stato condannato anche per i fatti di Cremona. Tre anni per il suo complice.

L'avvocato Bertoletti
L’avvocato Bertoletti

Quattro anni, due mesi e 1.200 euro di multa per rapina aggravata. Questa la sentenza pronunciata dal gup Pierpaolo Beluzzi nei confronti dell’algerino  Karim Bouaroui, 34 anni, ‘vecchia’ conoscenza delle forze dell’ordine per i suoi numerosi precedenti penali: tra il 2001 e il 2003, Karim era stato a capo di una baby-gang che aveva seminato terrore tra i ragazzini a suon di estorsioni di denaro e cellulari, rapine, calci e pugni. Ora è tornato alla ribalta, questa volta per un episodio accaduto il 26 dicembre del 2015 a Borgo Loreto.

Per l’accusa, l’algerino si era impossessato di un’auto con la quale si era diretto a Piacenza a consumare una rapina in A21 all’area di servizio Nure Sud. Quel 26 dicembre alla stazione di Cremona, l’algerino aveva chiesto un passaggio a tre giovani a bordo di un’auto. Insieme a lui c’era un complice tunisino, Amine Riahi, 29 anni, condannato oggi dal gup Beluzzi a tre anni e mille euro di multa. Arrivati a Borgo Loreto, i due si erano qualificati per agenti in borghese, costringendo i tre ragazzi a consegnare loro i cellulari e i portafogli. Poi erano stati fatti scendere e obbligati a mettersi contro un muro. ‘Fuori la droga’, aveva detto loro Karim, fingendosi un inquirente. Poi la fuga a bordo dell’auto rubata. Fino a Codogno, dove il complice tunisino, uscito proprio quel giorno dagli arresti domiciliari per reati legati agli stupefacenti, aveva voluto fermarsi. Sceso dall’auto, era fuggito attraverso i campi ed era tornato a casa in autostop.

L'avvocato Pasquali
L’avvocato Pasquali

Il solo Karim, invece, aveva proseguito in direzione Piacenza. Il giovane si era fermato in un chiosco di benzina in autostrada e aveva messo a segno un altro colpo, violentissimo: aveva accoltellato al collo il benzinaio al quale aveva portato via seicento euro. Il suo arresto era arrivato dopo un’accurata e certosina indagine della polizia stradale di Cremona, indagine che aveva coinvolto anche la questura, i carabinieri, e la polizia francese: Karim, infatti era stato rintracciato il 15 gennaio successivo alla stazione di Nizza.

Lo scorso 21 aprile l’algerino è stato processato a Piacenza con rito abbreviato e condannato per la rapina al benzinaio ad otto anni di reclusione.

Oggi, invece, è stato giudicato per competenza dal tribunale di Cremona per la rapina dell’auto a Borgo Loreto. Per lui, difeso dall’avvocato Giovanni Bertoletti, il pm Lisa Saccaro aveva chiesto una pena di 5 anni e 10 mesi, mentre per Amine Riahi, assistito dall’avvocato Gianluca Pasquali, due anni di reclusione. Entrambi sono stati processati con il rito abbreviato condizionato all’esame della madre di Karim. Attualmente il tunisino è agli arresti domiciliari a casa della convivente, mentre Karim è rinchiuso nel carcere di Imperia. Le difese hanno fatto sapere che ricorreranno in appello.

Sara Pizzorni

© Riproduzione riservata
Commenti