Cronaca

Contro il lavoro irregolare i sindacati incontrano il Prefetto

foto Sessa

Il lavoro in nero (o in ‘grigio’) dovrebbe occupare più posto nell’agenda di governo, per cercare di debellare una piaga che costa sia in termini economici  che di sicurezza sociale. Sulla scia delle grandi iniziative sindacali dei giorni scorsi contro il caporalato, a Cremona oggi 28 giugno, sono scese in piazza le confederazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil esponendo le richieste al prefetto Paola Picciafuochi. Molte di esse richieste riguardano esplicitamente la situazione dei lavoratori stranieri, impegnati soprattutto nel periodo estivo nel settore primario e della trasformazione alimentare, e in cima alle richieste c’è la proroga a due anni della durata del permesso di soggiorno per attesa occupazione; ma altre istanze riguardano il mondo del lavoro dipendente, con la richiesta di politiche attive tese ad una maggiore inclusione sociale. La delegazione era composta da Monia Castelli (Cgil – Ufficio Immigrazione); Monica Manfredini (Cisl Asse del Po) accompagnata dai delegati della Fai, i lavoratori dell’agricoltura, Grover Tajinder e Kaur Manpreet; Mino Grossi e la delegata  per i lavoratori agricoli Satinder per la Uil. Interessamento alla questione è stato espresso dai funzionari della Prefettura, fermo restando che la situazione più essere risolta solo per iniziativa politica del Governo.

“Ormai collegare il permesso di soggiorno al lavoro è riduttivo”, dichiara  Castelli, “considerate le dimensioni del fenomeno immigrazione e tutti gli aspetti sociali implicati. C’è un dato che deve far riflettere: un pensionato su tre è pagato con i contributi dei lavoratori stranieri. Come pure non è più possibile parlare di stranieri solo in termini di ordine pubblico”. Dei risvolti positivi dell’integrazione,  a cominciare da quella lavorativa, parla anche Manfredini: “Contratti regolari e snellimento delle procedure burocratiche, sia a carico dei datori di lavoro che dei lavoratori, porterebbero ad una maggiore possibilità di controlli e quindi di sicurezza per tutti”. Lavoratori solo per poche ore sulla carta – giusto il necessario per consentire l’acquisizione del permesso di soggiorno – e poi impiegati in mansioni diverse e per molte più ore. Questa la situazione cosiddetta di lavoro ‘grigio’ su cui pure i sindacati chiedono di vigilare per eliminare quelle sacche di irregolarità che inevitabilmente si creano in un periodo di perdueante crisi economica.

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