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Area Vasta, il Crit al sindaco:
'Il Polo tecnologico rientri
in logiche di pianificazione'

Con una lettera indirizzata al Comune di Cremona, all’Amministrazione Provinciale e alla Camera di Commercio di Cremona, Carolina Cortellini, presidente del Crit – Cremona Information Technology, rilancia il tema dell’innovazione e del digitale per cittadini e imprese rispetto ai grandi mutamenti che attendono il territorio cremonese e quello delle province circostanti con la futura Area vasta.

Più nello specifico Cortellini, a nome del consorzio Crit, chiede alle istituzioni di “di inserire la progettualità e l’operatività del costruendo Polo Tecnologico di Cremona all’interno delle logiche e delle azioni di pianificazione strategica della futura Area vasta”, di cui ormai da tempo si sta discutendo. Una prima importante manifestazione di apertura e interesse è già giunta dalla Camera di Commercio di Cremona, con cui sarà programmato un incontro in tempi brevi per un primo confronto.

“Il Polo delle nuove tecnologie che vedrà la luce nei prossimi mesi – si legge nella missiva spedita nelle scorse settimane – , sarà il principale punto di riferimento dell’economia digitale del nostro territorio e partner tecnologico del suo sviluppo sia sul piano economico, sociale e culturale, ispirandosi a una visione integrata e a un modello collaborativo”.

Rifacendosi al percorso attivato diversi anni fa, quando le principali istituzioni cremonesi (Comune, Provincia e Camera di Commercio) insieme a Aem, affidarono alla Fondazione Censis una ricerca sul tema dell’innovazione – seguita nel 2007 da uno studio di pianificazione strategica territoriale dal titolo “Cremona: verso il piano strategico della città” – Cortellini fa notare come dopo oltre dieci anni lo scenario preconizzato in quel documento abbia finalmente trovato concretezza.

Cremona oggi è infatti “una provincia cablata o raggiunta con sistemi wireless”, nella quale imprese e cittadini possono usufruire di servizi telematici avanzati, e nel quale le imprese si possono sviluppare “come distretto digitale, caratterizzato da stretta interdipendenza tra imprese, istituti di ricerca, Camera di Commercio, associazioni di imprese”.

 

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