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Al via campagna
di prevenzione contro
le punture di insetto

Ritorna anche quest’anno la campagna d’informazione “Punto nel Vivo”, patrocinata da FederAsma e Allergie Onlus – Federazione Italiana Pazienti e realizzata con il contributo di Alk-Abellò. L’iniziativa, partita nella seconda metà di maggio e attiva fino a ottobre inoltrato, ha l’obiettivo di far conoscere agli italiani, regione per regione, l’esistenza e le caratteristiche delle reazioni allergiche da punture di imenotteri, oltre alle terapie con cui trattarle. Una famiglia che comprende oltre 100.000 specie d’insetti, tra i quali, i più noti e comuni sono, le api, le vespe e i calabroni. o ignored

In Lombardia, prima regione in Italia per numero di centri partecipanti, hanno aderito 13 centri allergologici e i Pronto Soccorso afferenti, nelle provincie di Milano, Como, Sondrio, Bergamo, Brescia, Lecco, Cremona e Pavia. In queste strutture il pubblico, nel corso dell’estate, potrà trovare il materiale informativo della campagna.

 

Nel corso della loro vita, 9 italiani su dieci vengono punti da un’ape, vespa o calabrone e fino all’8% di questi può sviluppare una reazione allergica, spesso senza sapere quali possano essere le conseguenze: reazioni locali importanti, con pomfi in sede di puntura superiori al diametro del palmo della mano, casi più rari di shock anafilattico fino all’evento eccezionale del decesso (non meno di 10 casi all’anno accertati in Italia).

“Secondo gli esperti è importante ribadire come, secondo i dati, le persone che registrano il maggior numero di reazioni allergiche da veleno di imenotteri sono in primis gli apicoltori, attività molto diffusa in Lombardia, che con tutta evidenza hanno un rischio, classificabile come professionale, che li porta a registrare fino al 32% delle reazioni sistemiche” evidenziano i promotori della campagna. “Mentre un discorso diverso va fatto per gli anziani che diventano allergici agli imenotteri, il cui problema consiste nel rischio di sviluppare reazioni più gravi nella fragilità, dovuto nella maggioranza dei casi alla presenza di patologie concomitanti, con particolare riferimento alle malattie cardiovascolari”.

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