E' di Pizzighettone una delle prime cardiochirurghe italiane
Si chiama Annalisa Moggi è ed è una delle poche cardiochirurghe attive negli ospedali italiani. Di lei, pizzighettonese d’origine, ha scritto nei giorni scorsi la Gazzetta di Mantova, come esempio di medico che ha scelto una strada giudicata impervia per una donna e dalla quale hanno cercato di dissuaderla in molti negli anni dell’università. Lavora nell’equipe del primario di cardiochirurgia dell’ospedale Carlo Poma, Manfredo Rambaldini. Annalisa ha appena 34 anni ed ha studiato all’università di Brescia: fa parte di quel ristretto 7% di donne cardiochirurgo, rispetto al 93% di maschi che svolgono questa professione (solo due i primari donna in tuta Italia). Moggi racconta di esserne stata attratta fin da piccola, il cuore, dice, “e’ l’organo più pulit0 e più nobile” e non c’è niente di più straordinario di un “cuore che ricomincia a battere”. Racconta poi del giorno in cui il primario in sala operatoria – dove lei pensava di entrare anche quel giorno come aiuto – la fece iniziare e poi portare a termine un intervento alla valvola aortica, “un bel modo per non farmi sentire la tensione”. Circa 600 le volte in cui è già entrata in sala operatoria. Il tempo libero? Poco, il Poma con i suoi circa 500 interventi al cuore all’anno, è uno dei primi in Italia per numero di operazioni eseguite sugli adulti.