Commenta

L'istruzione dell'obbligo
in carcere: scuola a Cà del
Ferro diventa istituzionale

L’istruzione dell’obbligo arriva formalmente in carcere. Sorgerà una sezione del Centro Provinciale di Istruzione degli Adulti (C.P.I.A.) presso la Casa Circondariale di Cremona, una richiesta specifica dell’amministrazione penitenziaria per favorire un assetto più stabile e strutturato dell’offerta scolastica e formativa dei detenuti, in considerazione che già svolgono corsi di alfabetizzazione e di licenza di scuola secondaria di primo grado. La richiesta è stata giudicata positivamente dalla Giunta comunale.
“Ritengo sia molto importante istituire un centro di istruzione in carcere – dichiara la vice sindaco con delega all’Istruzione Maura Ruggeri – ampliando l’offerta formativa, dando la possibilità a chi è detenuto di ottenere titoli di studio oltre che crescere culturalmente. Come Comune di Cremona, in quanto sede del Centro Provinciale Istruzione Adulti – spiega la Vice sindaco – avvieremo da subito la procedura amministrativa prevista dalla normativa sul dimensionamento scolastico, chiedendo il parere degli altri comuni sedi di plessi distaccati (Crema e Casalmaggiore) e dello stesso Istituto.”

“Tale atto – aggiunge l’assessore alla Trasparenza e alla Vivibilità sociale Rosita Viola -, si colloca in un rapporto di collaborazione con la Casa Circondariale che il territorio cremonese, attraverso progettualità specifiche e azioni istituzionali, in questi anni, è stato capace di sviluppare e rafforzare. Una rete stabile di soggetti competenti per accogliere i minori e adulti autori di reato, in grado non solo di esprimere disponibilità, ma anche di avere un ruolo più attivo nella costruzione di percorsi dotati di senso. La proficua collaborazione instaurata con la Casa Circondariale di Cremona ha permesso, in particolare, di migliorare le azioni finalizzate al reinserimento lavorativo delle persone detenute prossime alla conclusione della pena ed anche di avviare sperimentalmente iniziative capaci di favorire il recupero delle relazioni con la famiglia o la comunità di appartenenza del detenuto. L’esecuzione della pena – conclude l’Assessore – non può prescindere dal territorio: la gestione della penalità è sì un compito delle Istituzioni ma richiede necessariamente il coinvolgimento di tutti gli attori della comunità e la difficile sfida del reinserimento sociale (fine ultimo della pena secondo il nostro dettato costituzionale) può trovare maggiori chance di realizzazione solo se diventa un compito che ci si assume collettivamente”.

A partire da questa collaborazione, in un recente incontro tra il sindaco Gianluca Galimberti e la direttrice Maria Gabriella Lusi, è stata condivisa la necessità di formalizzare un luogo di coordinamento in cui attivare uno spazio di incontro e di riflessione sui temi legati alla penalità e sulle possibili, necessarie connessioni che si possono costruire con il territorio di riferimento e con il tessuto comunitario che lo caratterizza.

© Riproduzione riservata
Commenti