Un commento

L'imam di Cremona a messa
in Duomo: 'Nessuno può
uccidere in nome di un Dio'

Nientemeno che l’Imam di Cremona era presente questa mattina in Duomo, a seguire la messa celebrata da don Alberto Franzini (parroco della Cattedrale), insieme al portavoce della comunità islamica, Sadiq El Hassan e ad altri fedeli musulmani. Un modo per dare un segnale forte di unione tra le religioni, contro l'incubo del terrorismo.
Fotoservizio Francesco Sessa

imam-messa-demtro6Nientemeno che l’Imam di Cremona era presente questa mattina in Duomo, a seguire la messa celebrata da don Alberto Franzini (parroco della Cattedrale), insieme al portavoce della comunità islamica, Sadiq El Hassan e ad altri fedeli musulmani. Un modo per dare un segnale forte di unione tra le religioni, contro l’incubo del terrorismo che da troppo tempo imperversa. Una presenza apprezzata dallo stesso don Franzini, che nella sua omelia ha parlato “ai cristiani” ma anche “ai fratelli di altre religioni”.

Un segnale forte anche durante lo scambio della pace, quando don Franzini è sceso dal pulpito per andare a stringere la mano ai rappresentanti della Comunità islamica. Come lui, hanno fatto anche diversi fedeli presenti nei primi banchi.

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Una messa diversa dalle altre, insomma, che si è conclusa con la recita di alcuni versi del Corano, in arabo, da parte dell’Imam stesso, poi tradotti da El Hassan. La delegazione musulmana era presente nel primo banco, per portare la propria solidarierà a padre Jacques, ucciso barbaramente a Ruen, in Francia, da un terrorista dell’Isis.

“Tutti crediamo nello stesso Dio, anche se ognuno lo chiama in modo diverso” ha detto El Hassan alla fine della celebrazione. “Siamo solidali a padre Jacques. Perché nessuno può uccidere in nome di un Dio. Per questo siamo qui: dobbiamo camminare insieme, seguire un percorso comune”. La comunità islamica ha voluto sottolineare le similitudini presenti tra la religione cristiana e quella musulmana, tanto che “Nel Corano ci sono due versetti uguali a quelli del Vangelo” ha detto El Hassan.

E’ stato qundi l’Imam a recitarli, candantoli, in Arabo, poi tradotti dal portavoce. “Si parla della nascita dell’uomo e della donna. Della condanna del male e della necessità di perseguire il bene”.

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“Dio Allah ha confermato anche per i musulmani cioè che aveva prescritto ai fratelli di Israele” ha detto El Hassad. “Chi uccida un anima che non abbia già fatto del male o ucciso a sua volta, è come se avesse ucciso tutta l’umanità intera. Chiunque semina terrore sulla terra avrà castigo immenso sulla terra e anche dopo”.
“L’estremismo e il terrorismo non sono prerogativa di una nazione o di una religione ma fanno parte di una ideologia che fiorisce in assenza di una cultura di convivenza pacifica e tollerante” ha concluso il portavoce. “Sono una anomalia. Un fenomeno che deve essere condannato da tutti”.

Gratitudine nelle parole di don Franzini, che ha sottolineato la solidarietà della comunità cristiana “ai molti mussulmani uccisi negli scorsi mesi. Perché non sono solo i cristiani vittime di queste azioni violente portate avanti dal terrorismo, ma uomini e donne di tante religioni, tra cui anche molti islamici”. Infine don Franzini ha portato il suo saluto “alla comunità musulmana di Cremona. Ci auguriamo che saremo sempre uniti nella fede”.

La platea ha ascoltato in profondo silenzio le parole pronunciate dai portavoce della comunità islamica e dal proprio parroco, esprimendo la propria approvazione con un grande applauso finale.

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Laura Bosio

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