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Ruba su un'auto, ma un
solerte cittadino lo nota
e lo insegue. Condannato

Tunisino di 23 anni condannato a due anni e 600 euro di multa per rapina impropria. Durante un furto su un'auto in sosta era stato visto da un residente che lo aveva inseguito.

Giudicato colpevole di rapina impropria: il giudice Elisa Mombelli ha condannato Josef, 23 anni, tunisino, ad una pena di due anni e 600 euro di multa, disponendo per lui la custodia cautelare in carcere. L’imputato, con al fianco l’interprete e il suo legale, l’avvocato Annamaria Petralito, ha ascoltato la sentenza in aula. Non ha mai parlato con il suo legale in quanto donna. I fatti si riferiscono alla mattina del 20 agosto scorso alle 5 del mattino in via Cappellana, quando un residente, Cesare, impiegato alle Autostrade Centro Padane, ha chiamato i carabinieri dicendo di avere visto un uomo rompere con un sasso  il finestrino di una Citroen C5 parcheggiata ed introdursi per rubare.

“Sono stato svegliato da alcuni rumori”, ha raccontato Cesare al giudice, “come un botto. Sono uscito e ho visto l’auto con la portiera semiaperta. Essendo sotto ad un lampione, si vedeva che il vetro era rotto e si vedevano delle gambe che uscivano dalla portiera. Quando mi sono avvicinato, lui si è girato e ci siamo visti in faccia. Poi lui si è sfilato dal mezzo senza dire una parola ed è scappato, ed io automaticamente l’ho rincorso”. Cesare ha inseguito il ladro per un lungo tratto di strada: “Via Cappellana, via Speciano, corso Pietro Vacchelli, via Gaspare Pedone fino a Porta Mosa”. “In via Speciano”, ha spiegato il testimone, “gli ho messo una mano su una spalla, ma lui è riuscito a divincolarsi e mi ha spinto via energicamente”. Ai carabinieri, il solerte cittadino ha fornito un’accurata descrizione del ladro: “alto, magro, capelli folti, barba incolta”.

Nel frattempo la centrale operativa ha informato i militari che un uomo era stato visto in corso Pietro Vacchelli, all’angolo con piazza IV Novembre, dove altre auto erano state prese di mira: alcuni mezzi sono stati trovati aperti e con i finestrini rotti. Il 23enne è stato bloccato verso le 5,30 del mattino in corso Vacchelli. “Quando ci ha visto ha svoltato in un vicolo”, ha raccontato in aula l’appuntato dei carabinieri in servizio quella notte. “A quel punto siamo scesi dall’auto e l’abbiamo inseguito a piedi. Poi l’abbiamo fermato”.

Il tunisino, sprovvisto di documenti e con alle spalle precedenti penali per furto aggravato e ricettazione, è stato riconosciuto da Cesare, il suo primo inseguitore. Addosso, i militari gli hanno trovato alcune monete croate e gettoni, refurtiva rubata dalla Citroen C5 di Emiliano, residente in corso Pietro Vacchelli, svegliato dai vicini. “Dalla macchina mancavano tutte le monete che tenevo in un vano sotto il poggia braccio”, ha detto il testimone. “Ero stato in Croazia e avevo tenuto alcune monete, più un vecchio franco francese. Tutto, poi, mi è stato  restituito”.

Nel corso dell’udienza, tramite dichiarazioni spontanee, l’imputato ha cercato di discolparsi sostenendo che la Citroen l’aveva trovata già aperta e di non aver mai reagito a Cesare durante l’inseguimento. Ma il giudice non gli ha creduto e come chiesto dal pm onorario Silvia Manfredi, al termine del processo lo ha condannato a due anni e 600 euro di multa per rapina impropria.

Sara Pizzorni

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Commenti
  • Sorcio Verde

    Più che il furto ciò che indigna leggendo l’articolo è che non ha mai parlato con il suo legale in quanto donna… più che in carcere questa risorsa extracee cavernicola la avrei messa in una fogna a marcire.

  • Simone

    Io l’avrei condannato a risarcire i danni alle auto che ha rotto lavorando in comunità a vista d’occhio!

  • luciano

    Sono vere risorse ! contribuiscono a aumentare il pil , quei vetri rotti fanno girare le pal….pardon l’economia