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Automobilista minacciato
da ciclista che gli
aveva tagliato la strada

foto Sessa (repertorio)

Stavolta non è un’automobilista incallito a lamentarsi dell’indisciplina dei ciclisti che spesso sulle strade fanno quello che vogliono, ma una persona che abitualmente fa uso delle due ruote per spostarsi in città. L’episodio che racconta un cremonese si riferisce all’altro ieri, quando era nelle vesti di guidatore, al semaforo di via Platina, direzione Piazza Marconi. “Sono ciclista anch’io – inizia la lettera aperta – ragione in più perché quanto sto per raccontare getta discredito sull’intera categoria. Ieri l’altro verso le 17.20 sono in auto in via Platina, svoltando a destra col verde verso Piazza Marconi. Improvvisamente da sinistra mi taglia la strada un ciclista con maglietta piena di scritte e caschetto aereodinamico, costringendomi a frenare bruscamente e suonare il claxon. L’aspirante Moser si ferma e comincia ad inveire contro di me, allora abbasso il finestrino. ‘Ho sbagliato’, mi urla, ‘ma se scendi dall’auto ti disfo’. Parole testuali, indimenticabili, violente. Io, allibito, né scendo né replico, e allora il ciclista mi ripete la sua minaccia-provocazione, davanti anche ad un testimone, e poi visto che non reagisco finalmente se ne va.

Venire minacciati da uno che ammette di avere torto, ed al quale i miei riflessi pronti l’hanno salvato da una possibile caduta, è davvero ingiustificabile. Scrivo questa lettera per due ragioni: prima, di ricordare che il codice della strada va rispettato soprattutto dai ciclisti, in quanto parte debole in caso di incidente. Secondo, di ricordare agli indisciplinati provocatori che non tutti i guidatori sono di indole pacifica come me”.

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Commenti
  • Simone

    Dato che viaggio con un furgone ben attrezzato, sarei sceso con uno qualsiasi dei miei attrezzi e vedi se faceva lo sbruffone! Stupidi, imbecilli, inutili e strafottenti ciclisti!

  • Sorcio Verde

    Dovrebbero avere la targa, altrimenti rimarranno sempre impuniti