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Illuminazione, rifiutato
project financing di A2A
Critiche dall'opposizione

L’amministrazione comunale di Cremona ha rifiutato il project financing proposto da A2A per la gestione della illuminazione pubblica. Un altro passo nel percorso avviato da tempo dall’amministrazione per individuare un soggetto privato che si occupi della gestione. Una decisione presa, ha spiegato l’assessore Alessia Manfredini durante la Commissione Bilancio, valutando i termini del progetto: “La Giunta ha deciso di non aderire al project di A2A, che prevedeva la sostituzione di quasi tutti gli apparecchi con led, l’efficientamento del 40% delle lampade e dell’85% dei semafori. Il canone annuo a carico del Comune sarebbe stato di 2,5 milioni di euro, per una durata di 20 anni: un progetto non sostenibile economicamente per noi”.

Tuttavia non sono mancate le critiche da parte dell’opposizione, e in particolare dal consigliere comunale Federico Fasani, che ha dapprima evidenziato come “è assurdo che ci dicano del project financing di A2A dopo aver già deciso di rifiutarlo, nello spirito di condivisione che manca completamente a questa amministrazione”. Fasani ha posto alcune domande: “Prima di cassare una proposta non è meglio lasciarla in sospeso fino a trovarne una migliore? E non sarebbe meglio fissare prima i parametri minimi, a monte, invece che dare un giudizio sulla proposta senza delle basi iniziali? Avete scartato la proposta di A2A avendo certezza che ne arriveranno altre migliori, prima di rifiutare quella di un colosso che è pure lo stesso che ha acquistato buona parte delle quote di Lgh?”.

Alle domande ha risposto il dirigente ai lavori pubbici Marco Pagliarini, secondo cui “Dagli investimenti sull’efficientamento energetico sarebbe stata la stessa A2A a guadagnarci, con un esborso da parte del Comune decisamente non sostenibile. Altre proposta arriveranno da Enel Sole e da Sitenum, che ha vinto la gara Consip e che quindi deve essere valutata”.

La partita viene seguita attentamente da uno staff formato da tecnici ed esperti in tale ambito (Massimo Simonetta – ANCI Direttore Ancilab, Onelia Rivolta Vice direttore Ancilab, Paolo Sabbioni docente Università Cattolica ed esperto Anci Lombardia, Gianna Marini direttore generale FPC, Michele Lorusso Responsabile progetti valorizzazione e fondi immobiliari, Pasquale Criscuolo Segretario Generale Comune di Cremona, Marco Pagliarini direttore del Settore Lavori Pubblici, Lamberto Ghilardi direttore del Settore Centrale Unica Acquisti, Avvocatura, Contratti, Patrimonio, Paolo Viani direttore del Settore Economico Finanziario ed Enrico Cistriani, responsabile del Servizio Avvocatura e Contratti).

Altra questione che dovrà valutare l’amministrazione è quella di acquisto dei pali della luce (oggi quasi tutti di proprietà di Aem tranne una piccola parte in capo a Enel Sole). “Per accedere ai bandi è necessario avere la proprietà delle strutture” ha spiegato l’assessore, che ha presentato anche i dati attuali della rete dell’illuminazione pubblica: 9495 pali, 13936 lampade, 201 quadri di alimentazione, 1855 funi di testa e 1 torre faro sono di proprietà di Aem Patrimonio, 101 pali sono di proprietà di Enel Sole. Dal censimento effettuato sullo stato di conservazione dei pali risulta che sono in buone condizioni 3.721 (39%), da sostituire 1.735 (18%), che necessitano di manutenzione urgente 1.572 (16%), di recente installazione 1.008 (11%), pali in CAC 935 ( 9%) e in discrete condizioni 625 ( 7%).

I materiali dei pali sono i seguenti: in acciaio verniciati 4.992 ( 52%), zincati 3.410 (36%), in cemento 1.014 ( 11%), in vetroresina 132 ( 1%), in alluminio 48 (0,01). La tipologia delle lampade illuminanti è la seguente: vapori di sodio alta pressione 9.400, alogenuri metallici 2.500, vapori di sodio bassa pressione 850, led 866, fluorescenti 230 e vapori di mercurio 90. Per quanto riguarda le lampade dei 57 impianti semaforici 485 sono ad incandescenza e 287 a led.

Dai dati presentati è emersa la necessità di una riqualificazione e di un suo efficientemento  anche alla luce delle modifiche della normativa, in particolare della legge regionale dello scorso ottobre denominata “Misure di efficientamento dei sistemi di illuminazione esterna con finalità di risparmio energetico e di riduzione dell’inquinamento luminoso”. Attualmente nella nostra città è in vigore il Piano Regolatore dell’Illuminazione Comunale (P.R.I.C.) approvato dal Consiglio comunale nel 2011.

Un focus andrà fatto anche sulle modalità di illuminazione: “Ci sono zone, come viale Po e la via del Cimitero, che sono importanti ma risentono di una illuminazione scarsa, che va potenziata. Invece ci sono quartieri come il Maristella dove sono già state messe lampade a led e dove quindi l’illuminazione è già buona”.

“Grazie al finanziamento ottenuto sul Bando Cariplo ‘100 comuni efficienti e rinnovabili’, il Comune di Cremona ha iniziato il percorso per la nuova gestione dell’illuminazione pubblica potendo contare, senza costi a carico dell’Amministrazione, su esperti per interventi di assistenza tecnica e legale in modo da predisporre gli atti a supporto nella stesura, programmare e gestire i documenti e le procedure connesse all’individuazione del partner privato che realizzerà gli interventi, nonché il loro monitoraggio. Gli obiettivi prefissati sono: aumento dell’efficienza dei corpi illuminanti (migliore qualità della luce), riduzione del consumo di energia (minori costi di gestione) e riduzione delle emissioni di gas serra (riduzione dell’inquinamento)” continua Manfredini.

L’Assessore ha infine assicurato che continua il percorso dello staff per predisporre tutti i passaggi per l’individuazione del partner privato che realizzerà gli interventi e il loro monitoraggio, per il perfezionamento del riscatto dei pali ed infine per la valutazione della proposta di Consip. Si è inoltre in attesa dell’emissione del bando per l’efficientamento dell’illuminazione pubblica finanziata con fondi europei POR-FESR oltre che di eventuali proposte da parte di soggetti promotori.

Vi sono alcuni paletti che dovranno essere rispettati nella scelta: “attualmente si necessita di interventi su circa il 42% degli impianti, in quanto buona parte delle lampade che abbiamo hanno già rendimenti interessanti” spiega Pagliarini. “Le 9.400 lampade al vapore di sodio ad alta pressione sono già buone. Aem ha tenuto buono il livello di sostituzione negli anni scorsi.

Gli impianti semaforici hanno invece necessità di essere strutturati maggiormente. Alcuni hanno ancora centraline che non son più in produzione. Dunque l’efficientamento necessario sarà dell’87-88%. Fondamentale anche mettere impianti in un ottica di smart city: devono portare strutture tecnologiche che facilitano l’inserimento di strutture da smart city: lettura contatori, telecamere, controllo parcometri, ecc”.

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