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Presidenza tribunale Bs,
il Consiglio di Stato dà
ragione al giudice Fischetti

Il giudice Enrico Fischetti (l'ultimo a destra) all'inaugurazione dell'anno giudiziario 2016

Il Consiglio Superiore della Magistratura dovrà nominare nuovamente il presidente del tribunale di Brescia. Lo ha deciso il Consiglio di Stato che ha rigettato il ricorso presentato dallo stesso Csm contro Enrico Fischetti, giudice con un lungo passato lavorativo presso il tribunale di Cremona come presidente di sezione penale. Il magistrato aveva impugnato davanti al Tar del Lazio la nomina di Vittorio Masia eletto lo scorso aprile con dodici a favore, undici contrari è un astenuto. Il Consiglio di Stato ha evidenziato la violazione di “garanzie procedimentali perché la Quinta Commissione ha presentato un’unica proposta, il che ha impedito a Fischetti di accedere a una completa valutazione del Plenum”. “L’evidente difetto di trasparenza e linearità nell’esternazione delle ragioni tecniche”, si legge nella sentenza del Consiglio di Stato, “si riverbera in un duplice difetto d’istruttoria e di regolare scansione procedimentale tra i compiti della Quinta commissione e quelli del plenum, come ben ravvisato dal tribunale amministrativo: è dall’istruttoria, scandita secondo le corrette regole procedimentali, che le ragioni del merito tecnico della scelta devono infatti emergere con sufficiente e adeguata chiarezza”. Per il Consiglio di Stato, quindi, “l’atto di conferimento finale, per tali motivi, ne risulta irrimediabilmente viziato e, pertanto, illegittimo”. “Io resto dove sono”, aveva detto Masia ad aprile. Anche perché, “come hanno scritto i giudici del Tar del Lazio, nel merito della nomina, quindi della persona scelta, non c’è alcun problema”. Masia non aveva intenzione di lasciare la carica appena ottenuta, ma il Consiglio di Stato ha annullato la sua elezione. Il Csm, ora, dovrà ricominciare l’iter necessario per eleggere nuovamente il presidente del tribunale di Brescia.

 

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