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Ladri in un condominio
di via Cadore. Il cane
li costringe alla fuga

A sinistra, la porta della mansarda scardinata

Hanno agito nel pomeriggio, incuranti del rischio. I ladri, questa volta, hanno preso di mira un appartamento di un condominio di via Cadore, ma è andata male, perché il cane dei padroni di casa li ha sentiti e ha cominciato ad abbaiare, costringendoli alla fuga. L’incursione è avvenuta domenica pomeriggio in una palazzina a tre piani di via Cadore. Molto probabilmente i malviventi sono riusciti ad entrare approfittando della momentanea apertura del passo carraio. Poi, rischiando di trovarsi faccia a faccia con i residenti, sono saliti per le scale interne oltrepassando i due pianerottoli al primo e secondo piano, arrivando al terzo, dove c’è la porta della mansarda che dà accesso ad una delle abitazioni al piano inferiore. I ladri hanno agito a colpo sicuro: evidentemente nel condominio c’erano già stati perché sapevano che l’unica porta a non essere blindata era proprio quella della mansarda. Un ingresso, quindi, molto più facile da aprire. Con l’aiuto di attrezzi da scasso sono riusciti a scardinare la serratura, che è caduta a terra. A quel punto il cane ha iniziato ad agitarsi e ad abbaiare, costringendo i malviventi ad abbandonare il lavoro e a fuggire. In quel momento, attirati dai latrati dell’animale, alcuni vicini sono usciti dalle proprie abitazioni per controllare cosa fosse accaduto, ma gli autori del tentato furto avevano già preso il largo. In serata, al loro rientro, i padroni di casa, una coppia di pensionati, si sono accorti della visita dei ladri sempre grazie al loro cane, che una volta aperta la porta ha raggiunto al piano superiore l’ingresso della mansarda. Per terra c’era ancora la serratura scardinata e sulla porta evidenti segni di scasso. Subito è scattata la telefonata ai carabinieri, presso i quali è stata  sporta denuncia. Incredula la padrona di casa, certa che il tentato furto sia collegato a due episodi accaduti nei giorni precedenti: “Venerdì mattina”, ha spiegato la donna, “mi ha citofonato qualcuno che si è presentato come incaricato dell’Enel. Voleva salire, ma io non mi sono fidata, e ho detto loro che prima avrei telefonato all’azienda. Immediatamente si sono volatilizzati. Il giorno dopo, al pomeriggio, stessa richiesta da parte di altre persone. Per me sono gli stessi che hanno tentato di rubarmi in casa”. Le indagini dei carabinieri, che in via Cadore hanno anche effettuato un sopralluogo, hanno preso avvio.

Sara Pizzorni

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