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Un luogo per ricominciare:
primo taglio del nastro per
Casa di Nostra Signora

Prende forma, con il primo taglio del nastro alla vigilia di S. Omobono, il progetto diocesano di assistenza e reinserimento sociale rivolto specificatamente alle donne, presso la Casa di Nostra Signora, nell’immobile di via Ettore Sacchi donato dalle Oblate alla Diocesi. Oggi l’interno del palazzo, quasi ultimato, è rimasto aperto per consentire a tutta la comunità cittadina di prendere visione dei nuovi spazi e  di conoscere le varie progettualità del ‘tavolo Rosa’. Hanno partecipato il vescovo Antonio Napolioni e il suo predecessore Dante Lafranconi, il responsabile della casa dell’Accoglienza don Antonio Pezzetti, le autorità civili (sindaco Galimberti, assessori Barbara Manfredini e Rosita Viola, presidente della Provincia Davide Viola) e militari, la presidente delle Oblate Giovanna Arcagni, madre Samuel Laurenc Bitoka della suore di Nostra Signora di Nazareth originarie del Togo. Con momenti musicali a cura gli studenti dell’Istituto “Stradivari” di Cremona  e del coro della Parrocchia di Dosimo che ha eseguito l’Inno a Nostra Signora, mentre le suore togolesi dell’Istituto Notre Dame de Nazareth hanno proposto canzoni della loro tradizione.

La casa, disposta su tre piani, in pieno centro storico, è stata donata nel 2014 alla diocesi dall’Istituto secolare delle Oblate di Casa di Nostra Signora di Gesù perché la loro opera di attenzione alle donne non andasse persa, grazie ad una raccolta diocesana quaresimale e ai contributi di Fondazione Cariplo, della Cei e della Regione. Sono in via di completamento 7 mini-alloggi per semi autonomia e per ospiti di passaggio, 8 stanze a un letto con bagno, 15 stanze a 2 letti per un’accoglienza integrata di donne in condizione di disagio o che necessitano di una residenza temporanea. E poi ancora spazi per offrire un’opportunità di lavoro a signore con scarse competenze professionali da avviare a un’occupazione esterna attraverso la pratica in una lavanderia e un panificio interni alla struttura. E inoltre stanze per iniziative formative e culturali rivolte al territorio su temi riguardanti la condizione femminile e la responsabilità educativa. Perché questa realtà, nella sua molteplicità di servizi, vuole essere “uno spazio di promozione della donna in generale”, come ha spiegato Paola Bignardi, ex presidente nazionale di Azione Cattolica e coordinatrice del progetto. Non si tratta quindi solo di tamponare bisogni di donne in cerca di aiuto perché sole con figli o perché fragili o perché senza lavoro. La casa si propone di “essere un centro culturale e formativo che richiami l’attenzione sulla condizione femminile. Sarà anche la residenza delle suore del Togo.

Il motore e l’anima della nuova Casa di Nostra Signora è il “Tavolo Rosa”, composto da rappresentanti delle Istituzioni e delle Associazioni che a vario titolo a Cremona si occupano delle donne. Il “Tavolo Rosa” si riunisce periodicamente dal 24 ottobre 2013 per progettare le attività inerenti la casa e per concretizzare momenti di coordinamento, riflessione e studio sulla situazione della donna.

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