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Violenza sessuale su minori
Davanti al gip Garioni si
dichiara innocente

A far partite le indagini, una segnalazione scritta presentata in procura da un amico di un ragazzo che avrebbe subito abusi anni molti anni fa. Il giovane, poi sentito dagli inquirenti, non ha negato le accuse, ma le avrebbe ridimensionate.
Nella foto, Garioni (a destra) con il suo avvocato

garioniE’ durato un’ora e un quarto l’interrogatorio in tribunale di Giuseppe Garioni, 55 anni, il presidente della società polisportiva dilettantistica Torrazzo Malagnino arrestato mercoledì mattina dagli agenti della squadra mobile di Cremona e accusato di violenza sessuale su minori aggravata dall’abuso di autorità e in un caso anche di prostituzione minorile. L’interrogatorio è iniziato alle 15 davanti al gip Pierpaolo Beluzzi e al pm Laura Patelli. L’indagato è arrivato a palazzo di giustizia mezz’ora prima accompagnato dal suo avvocato di fiducia Michele Tolomini. “Ha risposto a tutto e si dichiara innocente”, si è limitato a dire il legale al termine dell’interrogatorio. Secondo l’accusa, Garioni, che è anche presidente della onlus Viscontea attiva nell’accompagnamento di giovani in situazioni di disagio, per anni avrebbe approfittato della sua posizione per usare violenza sui giovanissimi giocatori con carezze e toccamenti nelle parti intime. Solo in un caso, l’indagato avrebbe pagato uno dei ragazzini per gli abusi. Ad incastrare il 55enne, dipendente dell’amministrazione provinciale, le telecamere, le intercettazioni e le testimonianze incrociate degli stessi ragazzi che oggi hanno tra i 15 e i 16 anni e che, una volta rotte le iniziali reticenze, hanno fornito gli stessi, inquietanti particolari. Gli abusi sarebbero avvenuti sia negli spogliatoi, che nell’ufficio del presidente che nella sua abitazione. Sei i casi contestati nei confronti di dodicenni nati in Italia ma stranieri, molti con situazioni economicamente difficili alle spalle, mentre altri episodi, con vittime solo italiane, sono già caduti in prescrizione.
Quello messo in piedi da Garioni, secondo l’accusa, era un vero e proprio “sistema” che si reggeva su un pesante velo di omertà, unito ad una sudditanza psicologica nei suoi confronti e ad una incapacità dei ragazzi di ribellarsi alle attenzioni del presidente. A far partite le indagini, una segnalazione scritta presentata in procura da un amico di un ragazzo che avrebbe subito abusi diversi anni fa. Il giovane, poi sentito dagli inquirenti, non ha negato le accuse, ma le avrebbe ridimensionate. Da parte sua, Garioni, che è agli arresti domiciliari e che intanto ha rinunciato a tutte le sue cariche, nega ogni accusa. Per la difesa, le attenzioni del presidente sarebbero state mal interpretate dai ragazzi. “Ci si muove negli ambienti dei minori”, aveva detto ieri l’avvocato Tolomini, “anche con difficoltà personali o familiari. Si tratta di soggetti giovani e facilmente condizionabili: non sarebbe la prima volta che aspetti di emotività possano essere svianti”.

Sara Pizzorni

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