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Inquinamento Tamoil,
il duello Fasani-Manfredini
continua

Lettera scritta da Federico Fasani, consigliere comunale Ncd

Gentile direttore,
La replica piccata dell’assessore Manfredini mi conferma di avere toccato un tasto doloroso per l’allora Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Cremona.
A prescindere dal merito lessicale, non riesce proprio ad ammettere che l’azione di protezione e ripristino delle falde, messa in campo dalla giunta Perri, è efficace e sta dando frutti inaspettati.
A ben vedere il motivo è chiaro. L’attuale assessore, all’epoca era un consigliere, una persona eletta dai cittadini per vigilare. Invece, in qualità di Presidente della commissione ambiente, taceva esattamente come tutta l’amministrazione a cui apparteneva. Mentre Tamoil si autodenunciava lei non trattava l’argomento in commissione, coltivando quel silenzio assordante che solo il Sindaco Perri ha avuto il coraggio di infrangere. Non solo. Mentre la giunta Perri affrontava con fatica il problema, l’attuale Assessore all’ambiente, non da sola, si limitava a chiedere rumorosamente “la massima pena” per i gestori dell’impianto, disinteressandosi completamente della salute dei cittadini e dei ripristini ambientali.
Purtroppo siamo abituati a questo modo di fare politica. È la politica del fallimento, quella secondo la quale i problemi si aggiustano nelle aule di tribunale. Io ne sono testimone. Per avere detto la verità ed avere citato le parole di altri, sono stato bersagliato dalle lettere degli avvocati che minacciavano azioni ovviamente naufragate prima ancora di nascere. Azioni volte ad intimidire l’azione politica che non hanno portato a nulla perché nulla hanno a che fare con la politica.
Nella replica non manca nemmeno quella punta di spocchia che caratterizza l’amministrazione Galimberti sin dai primi passi. Come una professoressa, mi consiglia di studiare durante le vacanze di Natale. A me non fa paura l’idea di dovere studiare, l’ho sempre fatto. Mi spaventa, questo sì, l’idea di essere governato da persone che credono di potere impartire lezioni a tutti senza avere, nemmeno per un minuto, il dubbio che ci siano cose ancora da imparare, ad esempio l’umiltà.

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