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Emergenza pescatori di frodo
tra Isola Dovarese e Piadena
Saccheggiati Po, Oglio, Chiese

E’ emergenza pescatori di frodo. A lanciare l’allarme, come riporta la Gazzetta di Mantova, è la guardia ittica volontaria della Fipsas (Federazione Italiana pesca sportiva) Matteo Moriero, che denuncia come bande di criminali stiano “svuotando i fiumi Po, Oglio e Chiese”. Il bracconaggio ittico, insomma, sta diventando un problema non da poco: i corsi d’acqua locali, tra Cremona e Mantova, si svuotano, mentre il pesce viene venduto illegalmente, senza controlli igienico-sanitari. Secondo Moriero, che da mesi è in contatto con carabinieri, comuni della zona e corpo forestale per denunciare la situazione, ribadisce come questa pratica rappresenti un forte rischio per la salute pubblica.

Ma intervenire, per le forze dell’ordine, non è facile: spesso mancano gli uomini e le risorse, e spesso quando si arriva sul posto dopo una segnalazione non si trova già più nessuno. Moriero ricostruisce la filiera del bracconaggio: un tempo erano gli ungheresi a pescare di frodo, ora sono i bracconieri romeni: la loro principale ‘vittima’ è il fiume Po, ma anche l’Oglio ora è entrato nel mirino, così come altri corsi d’acqua minori. “Si muovono di notte con le barche che poi lasciano sulle rive “ha raccontato la guardia alla Gazzetta di Mantova. “Pescano con gli elettrostorditori, l’esplosivo, con agenti chimici e reti chilometriche e fanno ogni notte strage di pesci. Una volta catturato, il pesce viene stoccato sulle rive o sui furgoni, senza alcun rispetto delle norme igieniche e, con bolle o fatture false, in cui si attesta una provenienza diversa del pescato, e cioè da acque non inquinate come sono le nostre, trasportato in Romania, a Bucarest. Lì ci sono aziende specializzate che trasformano la maggior parte del pesce in farina per l’alimentazione animale che viene poi venduta in tutta Europa, anche in Italia, senza controlli. Il tutto anche con la complicità di imprenditori e politici di casa nostra”.

Moriero ha contattato i comuni in cui si ritiene abitino o agiscano questi pescatori di frodo: sono Isola Dovarese, Piadena, ma anche Asola, Calvatone e Canneto sull’Oglio. Ma dalle amministrazioni, racconta, non ha ricevuto risposte. Spesso chi cerca di stroncare il bracconaggio sulla acque, vive “solitudine e abbandono”.

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