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I particolarismi frenano
lo sviluppo del
'Sistema Garda'

Lettera scritta da Francesco Chiavegato - Desenzano del Garda

Caro Direttore
mi sia consentita una riflessione sull’importanza strategica del più bel lago d’Europa.
Seppur i dati confermino circa 23 milioni di presenze turistiche annuali, più del doppio dell’affascinante Venezia, il Garda è purtroppo lasciato ancora ad una gestione frammentaria e marginale di vari Enti, Associazioni, Amministrazioni Regionali, Provinciali e Comunali che non hanno una visione globale lungimirante ma ‎pensano soltanto a coltivare egoisticamente i propri orticelli burocratici vivendo di quel soddisfatto turismo d’inerzia ancora presente grazie, soprattutto, al fascino trainante delle bellezze naturali del nostro territorio.
Non è possibile continuare con questa filosofia!
E’ ora più che mai necessaria una scossa che abbatta definitivamente tutti i campanilismi che frenano un sicuro, più che raddoppiato, rilancio turistico a livello internazionale.
‎Saltuariamente qualche notizia positiva. Vedi lo show spettacolare della Pattuglia Acrobatica Nazionale  “Frecce Tricolori” tirata dalla giacca da un gruppo di Sindaci della Valtenesi, la destinazione di più di 100 milioni di euro dal Governo per il rifacimento della condotta sublacuale bresciana per la quale sarebbe stato opportuno non arrivare all’ultimo secondo con il rischio che scoppi da un momento all’altro un disastro ecologico, poi veramente possiamo chiudere baracca e burattini, l’istituzione del MuSa a Salò, la proposta di un museo allestito con quadri della collezione personale del famosissimo critico d’arte Vittorio Sgarbi a Desenzano del Garda, il nuovissimo Museo del Violino di Cremona con al suo interno l’auditorium “Giovanni Arvedi” gioiello di ingegneria acustica tra i migliori al mondo, la Via del Marmo di Botticino, la riscoperta della Via Claudia Augusta esaltata anche da caratteristiche e prelibate cene romane, la crescita esponenziale delle presenze a Gardaland come pure dell’export dei grandi vini della Valpolicella, l’exploit turistico in Trentino Alto Adige, nelle città mantovane dalla perfezione urbanistica dei Gonzaga e l’idea di coinvolgere l’Unesco per l’intero bacino.
E poi la bufala di chi pensa di intortare i cittadini comunicando l’incremento turistico di questi ultimi anni‎, fatto dovuto solo a cambi di rotta dei flussi a causa del terrorismo dell’Isis ed a una situazione instabile nei paesi del Nord Africa.
Dati questi che si scontrano con il “Sistema Garda” dove sembra sia stata cancellata la fermata TAV nei pressi del casello A4 Sirmione‎ e dove esiste un potenziale aeroporto, il “Gabriele D’Annunzio”, mai decollato per il soffocamento egoistico delle lobby veronesi.
E poi, spiagge quasi inesistenti e poco attrezzate, strutture alberghiere con arredi ancora del dopo guerra a costi inaccettabili, navigazione istituzionale con un parco imbarcazioni che poco invoglia il turista a salirci, porti ormai vecchi non adeguati e senza servizi, vigilanza in acqua quasi assente, sistemi di raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta impensabili in zone turistiche, viabilità lenta e bloccata con esigua cartellonistica, etc. etc…
‎Questi sono alcuni dei pochissimi esempi che possono però far comprendere che solo un cambio di rotta e la sinergia e concertazione tra tutti gli attori, supportata anche dall’esperienza secolare del Touring Club Italiano, potrà rendere il Garda la meta più visitata in Europa.
I progetti e le idee ci sono!
Basta la volontà che deve uscire da tutto il comparto, unito, con investimenti mirati per un solo fine.
Brescia, Verona, Trento, ma anche Cremona e Mantova ‎supportate dalle rispettive province e regioni devono unire gli sforzi per la valorizzazione di questo meraviglioso territorio.
La Regione del Garda, una ‎realtà, un’opportunità, un brand planetario!

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