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La politica fa scudo
alla Giunta sul commercio
in centro storico

Le critiche al Comune da parte del presidente di Confcommercio Vittorio Principe alle politiche per il centro storico e la rivitalizzazione del piccolo commercio lasciano il segno e oggi è arrivata la risposta dei capigruppo di maggioranza, Pd, Fare Nuova la Città e Sinistra per Cremona (Rodolfo Bona, Enrico Manfredini e Filippo Bonali)  alla lettera aperta di ieri. Un lungo documento che in sostanza accusa il presidente di Confcommercio di accostare elementi diversi da loro, creando ad arte confusione e che si conclude suggerendo al medesimo di portare idee e proposte nella sede deputata, cioè il tavolo del Duc, distretto urbano del commercio.

I DATI DELL’UFFICIO TURISTICO: SOLO DOMANI QUELLI DEFINITIVI. «L’analisi del Presidente dell’Ascom – esordiscono i consiglieri di maggioranza – è un’analisi ampia ma che, a nostro avviso, rischia di generare confusione. Cosa c’entra, ad esempio, la rigenerazione urbana, che significa progettare l’evoluzione di un tessuto, edificato e non, attraverso una serie di continui interventi, ricostruzioni e modifiche di funzione delle sue parti nel rispetto delle esigenze specifiche del contesto urbano, con i saldi? Forse si pensa all’animazione urbana, agli eventi e agli arredi urbani allestiti e organizzati da maggio ad ottobre, ma, anche questi, poco hanno a che fare con le vendite dell’ultimo periodo.

Si cita il calo del turismo ma gli ultimi dati, quelli del 2015, dicono invece di una crescita delle presenze e dei pernottamenti negli alberghi della città.

Forse il Presidente Ascom fa riferimento alle presenze allo Iat, o meglio ad una tabella, ancora in fase di elaborazione e che verrà presto diffusa con i dati corretti, che è stata pubblicata dal quotidiano locale con dati non definitivi? Attendiamoli e poi valutiamoli, insieme, con attenzione e consapevolezza. Attenzione e consapevolezza che dovrebbero essere atteggiamenti propri di una classe dirigente della quale molti, anche il Presidente Ascom, sono parte. E’ utile, ad esempio, affermare in maniera un po’ sbrigativa che, nell’ordine: il Museo del Violino non è riuscito a crescere, i 15mila visitatori della mostra Torriani non contano e le Celebrazioni Monteverdiane, finanziate da Governo e Regione, sembrano calate dall’alto e non porteranno a nulla?

CONTENITORI VUOTI: PALAZZO GRASSELLI NON CONTA? A nostro avviso, al netto delle criticità e dei problemi che pure vanno giustamente evidenziati, sarebbe forse più produttivo considerare anche le positività e le potenzialità in atto: il ruolo sempre più importante di quell’istituzione culturale che è il Museo del Violino, la novità di una città che torna, dopo tanti anni, a produrre mostre e cultura, anche di concerto con altre istituzioni, pubbliche e private, con una nuova consapevolezza. Con un poco d’ambizione e con molta umiltà. Il Presidente dell’Ascom accusa inoltre di un mancato recupero degli spazi vuoti. Non contano dunque i progetti per il riutilizzo e la riapertura, dopo anni, del palazzo Grasselli, voluto e ottenuto dal Comune e il rilancio del palazzo Affaitati come polo di cultura e sviluppo? Forse, occorre ricordare, che tutte le iniziative legate al commercio e all’animazione del centro (la rigenerazione, così come il Natale, il programma cultura, i giovedì d’estate, ma anche la mobilità e la Tari) passano per il Distretto Urbano del Commercio, del quale l’Ascom fa parte, come soggetto protagonista, insieme ad altre categorie.

A nostro avviso quella dovrebbe essere la sede a partire dalla quale avviare una riflessione che metta sul tavolo problemi e criticità, valorizzi le positività e analizzi con serietà ciò che non funziona individuando correttivi e soluzioni. Al termine della critica, soprattutto quando formulata dal Presidente dell’Ascom, ci si aspetta sempre una risposta costruttiva.

ZTL: LA ROTAZIONE NEGLI STALLI DIMOSTRA CHE FUNZIONA.  La soluzione di tutti i problemi, proposta dall’Ascom, sembra essere la modifica della Ztl. Non che questa sia un tabù, ma, anche qui, una revisione della Ztl dovrebbe partire da un’analisi seria dei risultati conseguiti. Ad esempio dovrebbe tener conto dei dati positivi ottenuti con la rotazione degli stalli, che equivalgono ad un maggior ricambio di auto che parcheggiano in centro. Se la proposta è quella  di far parcheggiare i residenti del centro storico solo di notte, bisognerebbe valutarne attentamente la praticabilità, se si vuole trovare la giusta mediazione tra le esigenze dei commercianti e quelle di chi nel centro ci vive. Quando la Ztl era, contrariamente a tutte le altre città, aperta di giorno e chiusa di notte, i negozi sfitti forse non c’erano e i commercianti forse non si lamentavano?

QUAL E’ LA PROPOSTA ASCOM PER IL BANDO NEGOZI SFITTI? Sui negozi sfitti è stato poi chiesto alle categorie di fare proposte per partecipare al bando regionale: quale è, ad esempio, quella di Ascom? Dal Presidente, accanto all’analisi politica, ci si aspetterebbe anche un’analisi delle politiche commerciali dei negozi del centro, delle merceologie, dell’immagine condivisa del commercio in centro per attirare clienti. Un’Amministrazione comunale può organizzare moltissimi eventi per far rivivere il centro (e quella in carica lo sta facendo) e portare le persone davanti alla vetrine, ma poi lo sforzo deve essere anche per proposte commerciali accattivanti e di qualità. Moltissimi negozi del centro le fanno e moltissimi apprezzano il lavoro di animazione in atto, tanto da richiedere l’estensione di queste iniziative oltre il periodo fissato come nel caso di corso Garibaldi. Con l’apertura e la disponibilità al dialogo che ci contraddistingue, in conclusione, riteniamo che anche l’ampia analisi del Presidente dell’Ascom possa essere utilmente portata e discussa al Duc, che è il tavolo preposto ad approfondire, insieme ad altri soggetti, le strategie più utili per il commercio nella nostra città”.

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Commenti
  • Martello

    Il pRoblema non sono parcheggi o Ztl…sono i centri commerciali che questa sinistra sta favorendo in ogni modo… vedi aperture domenicali o orari assurdi.

  • Dott. Landi Roberto

    Sabato mattina, giornata di saldi, passeggiavo in pieno centro. Non moltissima gente, desolante lo spettacolo offerto dalla Galleria XXV Aprile, non solo per le tante vetrine vuote, ma anche per la presenza di vari venditori abusivi, che ne avevano lastricato il pavimento con la loro cianfrusaglia. Negozi chiusi da tempo immemore nella Galleria del Corso e nella Kennedy. Basti questo a sconfessare le vacue argomentazioni di una Amministrazione che si è distinta – nel campo del sostegno al piccolo commercio come in altri – in iniziative ora inutili, ora dannose, talvolta grottesche, in alcuni casi – come gli interventi da Disneyland in tema di “rigenerazione urbana” – tutte queste tre cose messe insieme.

  • Fede

    Sono d’accordo con l’articolo sul fatto che il vero problema è che i negozi devono fare proposte commerciali accattivanti per il cliente..prendiamo ad esempio crema o piacenza in cui è un piacere passeggiare per il centro ed entrare nei tanti negozi che offrono tante possibilità di acquisto sia di capi firmati che non a prezzi “accessibili”…parliamoci chiaro..qua i negozi potenzialmente accattivanti non sono molti e quelli che ci sono non è che facciano proposte così interessanti..per l’inizio dei saldi per esempio al posto di partire con il 20%..14%..sconti ridicoli…ma facciamo un bel 50% e vedrete che la gente farà tanti acquisti…altro che attaccarsi al solito discorso dei parcheggi a pagamento che non attirarebbero la gente..ma dal parcheggio del foro boario al centro ci sono 10 minuti a piedi ..non saranno mica così insormontabili vero??…