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Settore civile: il tribunale di
Cremona al 35esimo posto
nella graduatoria nazionale

marini

La presidente Marini

Il tribunale di Cremona è al 35esimo posto nella graduatoria nazionale delle migliori performance dei 139 tribunali misurata sull’incidenza delle cause con anzianità ultra-triennale. Il dato, che riguarda il settore civile, emerge dalla relazione presentata a Brescia dalla direzione generale di statistica e analisi organizzativa (DG-Stat) istituita presso il ministero della giustizia. Davanti a Cremona, al 34esimo posto, c’è Mantova, mentre nel gruppo delle “medie” performance spiccano Bergamo, al 56esimo posto, e Brescia, al 64esimo. Dai dati emerge che il tribunale di Cremona ha realizzato per ciascun anno, dal 2013 al 30 giugno del 2016, le migliori performance nel suo distretto di appartenenza. Sempre nel civile, per quanto riguarda i registri contenzioso, lavoro e volontaria giurisdizione, il numero complessivo delle pendenze nel periodo dal 31 dicembre 2013 al 30 giugno del 2016 è diminuito del 29,8% (da 4434 del 31.12.2013 a 3112 del 30.6.2016), così come è costantemente diminuita sia la durata media dei procedimenti del contenzioso civile ordinario, sia del settore Lavoro Previdenza Assistenza (gli unici che presentavano criticità). Anche l’arretrato ultratriennale è stato radicalmente abbattuto (alla data del 30.6.2016 si era ridotto a soli 414 procedimenti su un totale di 6224 pendenze, pari al 14,9% del totale).
Dalla nota del direttore generale della DG-Stat risulta inoltre che il tribunale di Cremona, relativamente alle esecuzioni mobiliari, immobiliari, presso terzi e concorsuali, ha di fatto azzerato l’arretrato ultratriennale nelle esecuzioni mobiliari, dando anche impulso all’area delle procedure esecutive immobiliari e concorsuali, registrando un indice di ricambio complessivo dell’1,06% nel 2014, dell’ 1,09% nel 2015 e dello 0,96 nel primo semestre 2016.

Venendo al settore penale, è stata costantemente ridotta la durata media del dibattimento (la durata media del dibattimento collegiale è passata dai 614 giorni ante accorpamento con Crema ai 254 giorni dell’anno giudiziario 2015/2016, mentre quella del dibattimento monocratico è stata ridotta a 207 giorni.
Nel 2016 i procedimenti del dibattimento collegiale pendenti erano 35 il 1.1.2016, i sopravvenuti nell’anno sono stati 28 e i definiti 26, con 35 pendenze finali al 31.12.2016; i procedimenti monocratici pendenti al 1.1.2016 erano 819, i sopravvenuti nell’anno solare sono stati 990 e i definiti 1163, con pendenze finali 646. Nel settore gip gup nel 2016 le pendenze si sono ridotte dalle iniziali 5442 a 2817.

“Un bel risultato, considerato anche il fatto che abbiamo avuto un accorpamento con Crema”, ha commentato la presidente del tribunale di Cremona Ines Marini. “E’ stato uno sforzo corale da parte di tutti, dalle istituzioni, ai giudici e quel poco che è rimasto del personale amministrativo”. “Ora il problema”, ha sottolineato la presidente, “è quello di rendere stabili questi risultati. Sarebbe infatti un delitto vanificare questo sforzo corale che è stato fatto”. La presidente ha posto l’accento ancora una volta sulla grave criticità della carenza di funzionari e di personale amministrativo: “Abbiamo tre funzionari su dodici e due direttori amministrativi su cinque, di cui uno è congelato”. L’unica soluzione, secondo la presidente, sarebbe quella di sincronizzare gli ingressi con le uscite: “Chi va via”, ha ribadito la Marini, “dovrebbe essere immediatamente sostituito. Anche in tribunale, come in tutte le aziende, dovrebbe esserci il passaggio del testimone”. Invece non è così. E queste, secondo la presidente, sono “criticità che rendono estremamente difficile garantire nel tempo la continuità dei risultati”.

Sara Pizzorni

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