Cronaca
Commenta

Una task-force di apicoltori a difesa delle api. Coldiretti: 'Solo miele italiano'

“Apicoltori non ci si improvvisa. Si diventa pian piano, studiando la vita delle api, condividendo esperienze con altri apicoltori, consultandosi con i tecnici, coniugando passione, esperienza e preparazione. Per gli appassionati del mondo delle api, abbiamo dato vita a una serie di incontri, con l’obiettivo di difendere e diffondere l’allevamento delle api, insostituibili alleate dell’ambiente. Ci occupiamo, in particolare, dei nemici delle nostre api, che dobbiamo conoscere e saper affrontare”. A sottolinearlo è Irene Pavesi, coadiuvante della fattoria didattica Apiflor di Pescarolo e tecnico apistico, relatrice dell’incontro fissato per domenica 5 febbraio, ore 9-12, presso Apiflor (in Piazza Garibaldi, 11). “Si parlerà di malattie delle api, come riconoscerle e prevenirle – rimarca –. Sarà una lezione teorica, accompagnata da fotografie e condivisione di casi vissuti, per esaminare a tutto tondo le problematiche sanitarie che si possono incontrare nell’allevare le api”.
L’incontro è aperto a principianti e a tutti gli apicoltori che vogliono fronteggiare sempre meglio i “nemici delle api”. Una task-force a difesa delle api? “Una schiera di apicoltori, sempre più attenti e preparati – spiega Esterina Mariotti, presidente dell’Associazione Produttori Apistici Cremona, che promuove gli incontri –. Nell’inverno, in altre province lombarde, sono stati trovati nidi della temibile vespa velutina, abilissima predatrice di api, delle quali si nutre. Sta a noi mettere in campo tutta la preparazione e gli strumenti necessari, a difesa degli alveari e dello straordinario prodotto che ne deriva”.
“La difesa dei nostri alveari va in parallelo con l’invito a portare in tavola sempre e solo miele made in Italy – rimarca Coldiretti Cremona –. Purtroppo in Italia assistiamo a un’invasione di miele straniero, con le importazioni dall’estero aumentate del 13%, secondo i dati del primo semestre 2016. Un dato allarmante, se si considera che già nel 2015 gli arrivi di prodotto straniero avevano raggiunto il massimo di sempre, salendo a quota 23,5 milioni di chili. Una significativa percentuale di prodotto straniero, il 20%, arriva dalla Cina, dove è consentito l’uso del polline Ogm, così come in Romania, paese che si colloca nella classifica dei principali esportatori in Italia, guidata da un’altra nazione dell’Est, l’Ungheria”. “Aumenta il rischio – denuncia Coldiretti Cremona – di portare in tavola miele spacciato per Made in Italy, ma proveniente dall’estero, spesso di bassa qualità e per questo occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta, oppure rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole e nei mercati di Campagna Amica”.

© Riproduzione riservata
Commenti