Un commento

Cultura, Ceraso all'attacco:
'A Cremona mancano
eventi di alto livello'

Cremona punta davvero sulla cultura? A chiederselo è il consigliere comunale di Obiettivo Cremona, Maria Vittoria Ceraso, che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta allo scopo “di far riflettere sulle strategie culturali di questa Amministrazione che, nonostante continui a parlare di programma culturale di alto livello capace di promuovere la nostra città in Italia e all’estero, nei fatti dimostra che manca di una programmazione di ampio respiro e soprattutto manca di grandi eventi e di grandi mostre capaci di far fare il salto di qualità alla nostra città tanto promesso in campagna elettorale”.

Secondo il consigliere, sarebbe grave il fatto che la nostra città non si sia candidata come possibile Capitale italiana delle cultura. “Dopo lo smantellamento delle Corde dell’Anima e la mancata realizzazione dell’annunciata mostra su Vincenzo Campi, per vedere esposte tele cremonesi quest’anno dovremo andare a Brescia, a Palazzo Martinengo, dove dal 21 gennaio al 17 giugno 2017 è stata allestita la mostra da Hayez a Boldini – Anima e volti della pittura italiana dell’800 – che vede dedicata una sala alle tele cremonesi del Piccio” evidenzia ancora Ceraso. “Possibile che i nostri capolavori non si possano esporre in mostre degne di nota a Cremona? Forse anche i dati di affluenza appena resi noti dall’Amministrazione alle nostre mostre e ai musei (al netto della partecipazione delle nostre scuole locali di ogni ordine e grado) dovrebbero essere confrontati con quelli di mostre e musei di altre città per poter dire di aver centrato l’obiettivo”.

Il problema, allora, è “la mancanza di una programmazione culturale di alto livello”, che “ha indotto questa Amministrazione a non prendere neppure in considerazione la candidatura di Cremona al titolo di Capitale italiana delle Cultura”. Insomma, non

Forse prima di fare grande promozione all’estero varrebbe la pena sfruttare le opportunità a livello nazionale, come poteva essere il riconoscimento di cui sopra, considerato il valore non solo simbolico dello stesso ma anche il grande richiamo turistico che avrebbe comportato e l’importante contributo economico di cui avrebbe potuto beneficiare il nostro territorio”.

L’INTERROGAZIONE

– La Capitale italiana della cultura è una città designata ogni anno dal Ministero dei beni e delle attività culturali e scelta da una commissione di sette esperti nominata dallo stesso Ministero che, per il periodo di un anno, ha la possibilità di mettere in mostra la sua vita e il suo sviluppo culturale. Il titolo è stato istituito dalla legge Art Bonus sulla scia della vasta e virtuosa partecipazione di diverse realtà italiane al processo di selezione per individuare la Capitale europea della cultura 2019 che ha visto l’assegnazione del suddetto titolo a Matera;
– L’iniziativa ha, tra gli obiettivi, quello di “valorizzare i beni culturali e paesaggistici” e di “migliorare i servizi rivolti ai turisti” e mira a sostenere, incoraggiare e valorizzare la autonoma capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione senza conflitti, la conservazione delle identità, la creatività, l’innovazione, la crescita e infine lo sviluppo economico e il benessere individuale e collettivo;
– Alla vincitrice viene assegnato un contributo di 1 milione di euro e l’esclusione delle risorse investite nella realizzazione del progetto dal vincolo del patto di stabilità;
– Il titolo del 2016 è stato assegnato alla città lombarda di Mantova che ha ottenuto il suddetto riconoscimento tra le città finaliste Aquileia, Como, Ercolano, Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto, Taranto e Terni;
– Pistoia sarà Capitale italiana della Cultura 2017;
– Per il 2018 sono state 21 le città che hanno proposto la loro candidatura:Alghero, Aliano, Altamura, Aquileia, Candidatura congiunta Viterbo – Orvieto – Chiusi, Caserta, Comacchio, Cosenza, Ercolano, Iglesias, Montebelluna, La Spezia, Ostuni, Palermo, Piazza Armerina, Recanati, Settimo Torinese, Spoleto, Trento,  Unione dei Comuni Elimo Ericini, Vittorio Veneto. Sono dieci le città finaliste per il titolo (Alghero, Aquileia, Comacchio, Erice, Ercolano, Montebelluna, Palermo, Recanati, Settimo torinese e Trento) scelte all’unanimità dalla giuria. La commissione audirà nel mese di gennaio le 10 finaliste e la Capitale italiana per il 2018 sarà proclamata martedì 31 gennaio 2017.

Considerato che:
– La candidatura al titolo di capitale italiana della cultura 2018 è stata bandita con Decreto del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo del 16 febbraio 2016  e che le città che intendevano candidarsi al titolo per l’anno 2018, dovevano presentare entro il 31 maggio 2016, una manifestazione scritta di interesse alla partecipazione al Bando, sottoscritta dal Sindaco della città medesima, riportando i dati richiesti dalle Linee Guida allegate al presente Bando;
–  Le suddette Linee Guida disponevano che il Dossier di candidatura di non più di 60 pagine poteva includere immagini, tabelle, grafici. senza altro specificare;
– La città di Cremona, non risulta tra le 21 candidate per il titolo di Capitale della cultura italiana 2018;
– Considerato che dal Dup ( Documento Unico di Programmazione) di questa Amministrazione emerge che Cultura in  città significa ricostruire le istituzioni culturali della città con una progettualità pluriennale e una capacità di programmazione e sinergia assolutamente nuove e necessarie. Cultura significa saper fare programmazione culturale e tradurla anche in proposte turistiche”;
– Sempre nel Dup la cultura dovrà quindi coniugarsi con turismo e commercio. “Il rilancio complessivo della città, insieme con il suo sviluppo turistico, sono la condizione per il rilancio del commercio” si legge nel documento. “Il Comune perfezionerà metodi di lavoro volti all’ascolto e all’assunzione di decisioni condivise, attraverso un lavoro di rete fra commercianti, gruppi di commercianti, associazioni, istituzioni culturali della città, promotori turistici e alberghieri, realtà produttive del territorio”. In questo il Duc (Distretto urbano del commercio) avrà un ruolo centrale.

Si interroga il Sindaco e la Giunta
– Come mai questa Amministrazione non ha dato a Cremona l’opportunità di una candidatura al titolo di Capitale italiana della Cultura 2018?
– Si deve forse dedurne che questa Amministrazione non abbia ritenuto le molte iniziative culturali programmate e messe in campo in questi anni, definite di grande successo dalla stessa Giunta e dalla sua maggioranza, all’altezza di un riconoscimento così importante? O forse in due anni e mezzo di mandato questa Amministrazione non è riuscita a strutturarsi in maniera tale da programmare e costruire una presentazione di 60 pagine sulle suddette iniziative e sulle eccellenze di Cremona per rappresentare la nostra città al Ministero ai fini di una sua candidatura al suddetto titolo?
– Dobbiamo quindi ritenere che secondo questa Amministrazione, che tanto punta  sulla promozione delle nostre eccellenze all’estero,  a livello nazionale non abbia invece  ritenuto la nostra città, che vanta il saper fare liutaio patrimonio immateriale dell’Unesco, considerata leader nella liuteria e nella musica a livello internazionale, con un patrimonio architettonico e artistico di alto livello, all’altezza di poter almeno concorrere al titolo di capitale italiana della cultura  in competizione con città quali Aliano, Altamura, Aquileia, Cosenza, Iglesias, Montebelluna, Piazza Armerina, Settimo Torinese, Unione dei Comuni Elimo Ericini, Vittorio Veneto?
– Si è mai sottoposta la suddetta opportunità per un  momento di condivisione alle istituzioni culturali della città, promotori turistici e alberghieri, realtà produttive del territorio, associazioni dei commercianti o si è deciso in maniera del tutto autonoma che tentare di accedere ad un riconoscimento così importante che avrebbe potuto portare al nostro territorio un milione di euro e l’esclusione dal patto di stabilità di tutte le risorse spese in cultura non era una priorità per la nostra città?

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