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Riforma del processo:
avvocati penalisti in
sciopero fino a venerdì

Da sinistra, Quaini, Crotti, Negri e Pugnoli

scioperoAule vuote per tutta la settimana anche nel tribunale a Cremona per le cinque giornate consecutive di astensione dalle udienze proclamata a livello nazionale dall’Unione delle Camere penali. La protesta è contro il disegno di legge governativo in materia di riforma del processo penale.

A spiegare le ragioni dell’astensione, questa mattina nell’aula polifunzionale del tribunale di Cremona è stata la presidente della Camera Penale di Cremona e Crema Maria Luisa Crotti, affiancata dalle colleghe Maria Laura Quaini, Laura Negri e Cristina Pugnoli.

“Il Governo”, si legge nel comunicato della Camera Penale della Lombardia Orientale, “accorpando in un maxi emendamento un disegno di legge già da tempo in discussione, ha posto ed ottenuto, il 15 marzo scorso in Senato, la fiducia sul progetto di riforma del processo penale, con ciò suscitando la reazione dell’avvocatura penalista: attraverso il voto di fiducia, infatti, si sono sottratti al dibattito parlamentare i temi più rilevanti per i diritti delle persone sottoposte a processo penale. L’imposizione del voto di fiducia rivela l’atteggiamento impositivo del Governo su una riforma da tempo all’attenzione del Parlamento che avrebbe meritato di concludere il suo iter nella completezza della discussione parlamentare tra le forze politiche”.

“Le modifiche sostanziali e processuali che si vogliono introdurre”, si legge nella nota, “priveranno i cittadini di alcune fondamentali garanzie, e per di più peggioreranno, anziché migliorare, il funzionamento della giustizia: Si prevede che gli accusati detenuti per taluni gravi reati, a prescindere da ragioni di sicurezza, possano essere processati in teleconferenza senza essere condotti in aula davanti al giudice”. “In questo modo”, ha spiegato la presidente Crotti, “si priva l’accusato di partecipare dal vivo al processo nel quale si decide il suo destino. Nello stesso tempo il giudice ha il diritto di vedere il suo imputato. Molte volte, infatti, il linguaggio non verbale è più importante di quello verbale”.

E ancora: la prescrizione dei reati sarà allungata attraverso un meccanismo di sospensione dopo le sentenze di primo e di secondo grado. “Di sicuro”, si legge nel comunicato della Camera Penale, “ciò non renderà più celeri i processi, ma ne allungherà ulteriormente i tempi, violando ancor di più il principio costituzionale della ragionevole durata del processo. Davvero si ritiene che gli attuali sette anni e mezzo non siano sufficienti per processare un furto di scarsa entità? Qualcuno pensa che gli attuali ventiquattro anni non siano sufficienti per processare una rapina aggravata dall’uso di un’arma?”. “In questo modo, con l’allungamento dei tempi”, ha aggiunto la presidente Crotti, “si azzera il diritto di difendersi portando prove a discolpa a distanza di anni dal fatto e poi, a distanza di anni, ha un senso la pena ai fini del recupero?”. “La giustizia in ritardo”, ha detto ancora la Crotti, “è una puntuale ingiustizia”.

Il disegno di legge, infine, “contiene ulteriori compressioni delle prerogative della difesa nella richiesta del giudizio abbreviato (istituto indispensabile per la tenuta del sistema) e nella proposizione di impugnazioni, mentre una norma nascosta nelle pieghe della delega al Governo per ulteriori modifiche al codice penale rischia di farci tornare alla stagione degli ospedali psichiatrici giudiziari, che si sperava definitivamente conclusa”.

“Noi parliamo di contenuti”, ha concluso la presidente Crotti, “mentre la politica di mezzucci. Noi abbiamo sempre cercato di essere propositivi, ma dobbiamo ragionare sul concreto. Siamo comunque sempre disposti a sederci ad un tavolo e a discutere”.

Intanto, però, è già stato indetto un altro periodo di astensione. Un nuovo sciopero è infatti previsto nella settimana dal 10 al 14 aprile.

Sara Pizzorni 

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