Cronaca
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Servizi sociali sotto accusa: 'Troppa discrezionalità nell'accesso agli aiuti'

L'attacco del Movimento 5 Stelle al nuovo regolamento per accedere agli aiuti previsti dal welfare locale.

Palazzo Ala Ponzone, sede dei servizi sociali del Comune

Il nuovo regolamento per l’accesso ai servizi sociali non è uno “strumento equo  di selezione dell’utenza, capace di garantire a tutti lo stesso metro di valutazione”; inoltre non è “determinata l’entità dei sussidi da erogare, che potrebbero rivelarsi insufficienti e che comunque, vengono sottoposti lo stesso ad approvazione come si usava nelle  vecchie logiche politiche”.  Il Movimento 5 Stelle Cremona boccia il nuovo regolamento di accesso ai Servizi Sociali votato in consiglio. In particolare viene criticata “la formulazione che consente all’operatore sociale larghi margini di arbitrarietà nella interpretazione e quindi una personalizzazione nella scelta degli interventi concreti da mettere in atto e questo specialmente per quanto riguarda la individuazione dei requisiti di accesso al Servizio Sociale. In sostanza gli operatori possono operare con troppa discrezionalità: “Il nostro emendamento – afferma la consigliera M5S Lucia Lanfredi – sottolineava e metteva in evidenza che non era chiaro quale tipo di valutazione viene messa in atto dall’operatore al momento di decidere se ammettere o meno un utente ad usufruire dei Servizi Sociali: valutazione psicologica, valutazione sanitaria, valutazione sociale, altro tipo di valutazione … L’emendamento, di fronte alla indeterminatezza della norma, evidenziava come venisse lasciata totalmente in mano all’operatore dei Servizi Sociali la scelta di ammettere o meno l’utente alla fruizione degli aiuti. L’utente, che per il solo fatto di rivolgersi ai servizi Sociali ha ammesso, prima di tutto con se stesso, la impossibilità di sopravvivere con le sue sole forze, si trova così in balia di una decisione che, non si sa su quale base, sarà presa da un operatore dei Servizi Sociali”. Stigmatizzata inoltre la scarsa chiarezza delle funzioni degli operatori in quanto, affermano i 5 Stelle, “nessuno è provvisto di cartellino identificativo che ne determina l’identità e ne chiarisce il ruolo”.

Regolamento bocciato anche per quanto riguarda la parte amministrativa, “sia per quanto riguarda i criteri di individuazione dell’utente ‘bisognoso’, valutato tale in base all’ISEE (dichiarazione del reddito della famiglia) dell’anno precedente che, al momento di richiesta di aiuto, potrebbe non corrispondere più per la mutata situazione economica determinata magari da un licenziamento, sia per la modalità di attribuzione  dei sussidi la cui entità verrà stabilita, entro 60 giorni dall’entrata in vigore del Regolamento dalla Giunta”.

Altre volte l’opposizione ha criticato non tanto il regolamento d’accesso, quanto il funzionamento del settore servizi sociali del Comune, che quest’anno vedrà un potenziamento con l’assunzione di sette assistenti sociali (procedura in corso). Si tratta comunque di regolarizzazione di personale già operativo all’interno dei servizi.

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