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Magio Grasselli, prima
giornata di studi
per il 'palazzo di città'

Il Comune di Cremona, Fondazione Cariplo e Politecnico di Milano, organizzano la prima giornata di studi dedicata a Palazzo Magio Grasselli, il Palazzo di Città. Temi centrali della giornata saranno gli strumenti e le strategie per la manutenzione e il riuso del costruito storico, anche inteso come luogo di innovazione e formazione. L’iniziativa si tiene venerdì 31 marzo, a partire dalle ore 14.30, nella Sala Puerari del Museo Civico “Ala Ponzone” di Cremona, in via Ugolani Dati 4.
Il convegno si aprirà con il saluto e l’introduzione del Sindaco Gianluca Galimberti e di Renzo Rebecchi, Rappresentante della provincia di Cremona nella Commissione Centrale di Beneficenza di Fondazione Cariplo. Sono quindi previsti gli interventi di Lorenza Gazzerro e Elisabetta Rivolta dell’Area Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, Alberto Grimoldi del Politecnico di Milano, Massimo Masotti per l’Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Cremona, Francesco Castagnidoli di Cr.Forma, Elisabetta Bondioni per la Scuola Edile Cremonese e Angela Bellardi, Direttrice dell’Archivio di Stato di Cremona. Modera, per il Distretto culturale, Marco Malagodi, Responsabile del laboratorio ‘Arvedi’ di diagnostica non invasiva dell’Università degli Studi di Pavia. Le conclusioni di questa prima giornata di studi sono affidate ad Andrea Virgilio, Assessore al Territorio e al Patrimonio del Comune di Cremona.
Nell’ambito del Distretto culturale della città di Cremona ha preso avvio la proposta progettuale del restauro del Palazzo di città, finanziato da Fondazione Cariplo, che si concreta nel progressivo recupero e nell’apertura al pubblico di Palazzo Magio Grasselli, fortemente significativo per il suo ruolo nella storia cittadina, e per l’eccezionale qualità dei suoi elementi costruttivi e decorativi, inserendosi appieno nella lettera e nello spirito del legato che ne ha trasmesso al Comune la proprietà.
Il recupero avvia un programma pilota di visita ad edifici del patrimonio architettonico comunale tuttora in uso, supportando la partecipazione dei cittadini, “aprendo” la città a studenti e studiosi, e dedicando specifica attenzione all’attività musicale.
Molte le peculiarità di questo progetto: in primo luogo, la tessitura di una rete di collaborazioni tra soggetti che si occupano di formazione in campo dell’edilizia, del restauro e dello studio dei materiali con la finalità di mettere a punto pratiche e tecniche edilizie che fanno parte della tradizione costruttiva locale ma che ora difficilmente vedono la presenza di operatori capaci di replicarle e, soprattutto, in un’ottica di conservazione, di ripararle.
Ricercare sul territorio artigiani depositari di queste tecniche, confrontare i loro saperi con quanto emerge dai documenti, inserirlo in un percorso di formazione guidata di altri operatori che siano messi nelle condizioni di non disperdere queste abilità (anche con documentazioni audiovisive) appare un obiettivo prezioso.
Inoltre, assume una valenza particolare la metodologia con cui verranno avviati i lavori: gli interventi edilizi estremamente contenuti rispecchiano un nuovo e diverso rapporto con il patrimonio architettonico, in cui è essenziale che esso sia “aperto”, accessibile, per le molteplici funzioni che può ospitare con minimi interventi, e in questo modo svolge meglio il suo ruolo di stimolo e di interazione con la cultura cittadina. Questo necessario approccio definisce anche un valore non secondario della proposta, riuscire cioè ad attivare un modello di conservazione e recupero che non passi attraverso un prolungato ed oneroso cantiere, ma possa esser attuato per parti e per lotti prevedendo solo le categorie di lavori veramente essenziali.
Il pomeriggio di studi metterà dunque a tema queste due caratteristiche fondamentali e innovative della proposta progettuale di formazione-restauro e le porrà in relazione con le nuove linee di politica culturale di Fondazione Cariplo in merito al recupero del patrimonio storico artistico presente nel territorio lombardo.

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