Un commento

Cani a Calvatone, lettera al
sindaco: 'Il Comune risparmia,
i cittadini devono arrangiarsi'

'Mancando in città un presidio di riferimento e di temporanea accoglienza, cosa deve fare un cittadino se non quello che ha sempre fatto in 45 anni cioè rivolgersi al 'Rifugio del cane?'

Lettera aperta al sindaco Galimberti, da parte di una consigliera dell’associazione Zoofili (che fino a ottobre scorso ha gestito il canile di Cremona) sulle difficoltà che i cremonesi incontrano da quando il canile sanitario è stato trasferito a Calvatone (è qui che avviene il ricovero immediato dei cani accalappiati e dove ci si può  recare per cercare il proprio in caso di smarrimento). “In sette mesi, da quando il servizio è stato trasferito ad Anpana a Calvatone – scrive al sindaco Maria Grazia Lombardi – non è stata pubblicizzata né fornita ai cittadini cremonesi alcuna informazione per sapere a chi rivolgersi quando si trova un cane, quale numero di telefono chiamare, a chi rivolgersi se si trova il cane di sera o di domenica, quando nessuno è reperibile. Lo si lascia per strada?”. La lettera inizia con una atto di accusa al Comune, che paga “100mila euro ad Anpana per portare i propri cani a Calvatone (…)” grazie alla convenzione che durerà fino al prossimo settembre. “Il fatto di pubblicizzare il numero di cani, solo 20 provenienti dal comune di Cremona e comuni comvenzionati, dati in affido in circa sei mesi, non vuole essere altro che la dimostrazione pratica del ‘buon affare’ fatto dall’Amministrazione, ‘affare’ che non tiene conto volutamente della gravem reale situazione di disagio che ha creato e crea per il cittadino di Cremona che praticamente non sa a chi rivolgersi quando trova o perde un cane”.

La lettera prosegue poi con alcuni esempi concreti di dinamiche che avvengono da quando il servizio è stato trasferito nel comune casalasco, distante – secondo Lombardi – ben 43 km dal capoluogo, 13 in più di quanti ne prevede la legge regionale. Viene lamentato l’eccessivo lasso di tempo (4 ore) che passa da quando viene segnalata ai vigili la presenza di un cane abbandonato: da qui parte la segnalazione all’accalappiacani, “che è oltre Crema”. “Intanto il cittadino cosa fa, resta 4 ore in strada?”, si chiede. “Chi ha perso e cerca il cane … se ha la buona sorte di sapere che forse è a Calvatone, per andarselo a riprendere deve avere per forza la macchina perchè il canile è in campagna a 43 km, chiedere un giorno di permesso, se lavora, e pagare cattura e pensione: circa 150 euro per due giorni (..) Se poi si tratta di un anziano e senza appoggi, chi lo aiuta?”.

“Punto di riferimento per tutti i bisogni dei cittadini di Cremona resta il ‘Rifugio del cane’ della Associazione Zoofili cremonesi – denuncia ancora la lettera – che l’amministrazione, malgrado le 5000 firme raccolte e i 45 anni di esperienza, ha ritenuto non idonea a continuare il servizio e che non ha certo il compito di svolgere, per conto del Comune, il servizio di ufficio informazioni per il pubblico né quello di prima accoglienza per gli animali di gente che li trova (…) Mancando in città un presidio di riferimento e di temporanea accoglienza, cosa deve fare un cittadino se non quello che ha sempre fatto in 45 anni cioè rivolgersi al ‘Rifugio del cane?’ Questa carenza di servizio dovrebbe essere un elemento di forte riflessione per gli amministratori, che alle scelte politiche sempre e comunque, dovrebbero anteporre la bontà, l’efficienza e l’efficacia del servizio erogato ai cittadini”.

L’Associazione zoofili ha avviato un procedimento presso il Tar Lombardia per contestare l’affidamento temporaneo del servizio all’Anpana. Si è in attesa della sentenza.

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Commenti
  • Sorcio Verde

    L’importante per comune è fare i murales…