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Denunciati i bulli della
'Big family' che terrorizzava
i giovani cremaschi

Una decina di ragazzi che terrorizzavano i coetanei con atti di bullismo, sfociati in aggressioni e violenze. Una vera e propria banda, con un inno che si ispira a quelli dei “gangsta rap” americani. Per 4 di loro, due minorenni e due maggiorenni, è scattata la denuncia della polizia, che è riuscita a risalire alla gang grazie all’attività svolta nelle scuole finalizzata al contrasto al bullismo.

“Siamo venuti a conoscenza di questa banda parlando con gli studenti delle scuole cittadine che, poco alla volta, hanno fatto emergere la grave situazione venutasi a creare in alcune zone della città”, ha spiegato il vice questore Daniel Segre. Insulti, minacce, telefonate intimidatorie e, spesso, botte vere e proprie. Le indagini della polizia, coordinate dall’ispettore superiore Massimo Gellera, sono iniziate 3 mesi fa e hanno portato all’individuazione degli esecutori delle aggressioni.

I reati contestati dalla polizia, concordati con la procura, “sono molto gravi perché è stata individuata una vera e propria associazione a delinquere”. Tra questi rientrano atti di violenza, lesioni personali aggravate e continuate, stupefacenti, alcool e violenza privata; “e per il gruppo che sosteneva i picchiatori resta comunque la colpa dell’atto intimidatorio”.

La ‘Big family’ prendeva di mira alcuni soggetti fragili e rendeva loro la vita impossibile fino a bollare come ‘off-limits’ le zone che aveva occupato: piazza Garibaldi, piazzale Rimembranze e il viale di Santa Maria. “Gli episodi più eclatanti si sono verificati nel mese di marzo – ha riportato Gellera – il primo ai danni di un ragazzino in sovrappeso che, stanco delle continue prese in giro, ha risposto a tono ed è stato aggredito con una bottiglia rotta che gli ha causato diverse ferite”. L’altra aggressione di è svolta nel periodo della fiera di Santa Maria, la sera, quando la banda ha iniziato ad insultare una giovane accompagnata dal fidanzato; quest’ultimo ha reagito e ed è stato picchiato pesantemente.

La gang è multietnica e ne fanno parte giovani di età compresa tra i 16 e i 19 anni; tutti loro hanno alle spalle situazioni famigliari complicate, alle quali si sono aggiunte l’alcool e la droga. “Un disagio che, come spesso accade, porta all’abbandono scolastico”, ha proseguito il vice questore.

Per la “Big family”, per ora, non è stato istituito alcun divieto ufficiale, “la restrizione consiste nel fatto che li stiamo controllando: sono a conoscenza che sappiamo dove si trovino”, ha aggiunto Segre, che non ha escluso possibili altre denunce una volta verificati ulteriori episodi. “Si sono accorti di non essere in un videogioco, che i loro atti costituiscono veri e propri reati. Ciò che è importante ricordare è che se vicende di questo tipo avvengono tra i giovani, non significa che siano avvenimenti di poco conto”. In futuro potrebbe essere emesso un daspo urbano che vieti ai componenti della gang di frequentare le zone nelle quali, fino a oggi, hanno operato indisturbati, “ma è una valutazione che deve effettuare il Comune, in quanto rientra in ambito giuridico”.

“Il confine tra bullismo, scherzo pesante e reato spesso non esiste – ha concluso Segre – Ci auguriamo che questa battuta d’arresto sia definitiva”.

Ambra Bellandi

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