Cronaca

Si burla dei carabinieri mentre è ai domiciliari e finisce nei guai: 51enne condannato

A processo per evasione è finito un calabrese. Pensando di essere già libero, non aveva aperto ai militari, dicendo di essere in ospedale. Ma non era vero

Il tribunale di Cremona
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Nel giugno del 2024 si trovava ai domiciliari nella sua abitazione di Cremona in seguito a reati inerenti gli stupefacenti. Avrebbe dovuto stare in casa ancora venti giorni (la misura era scattata nel febbraio del 2023), ma lui stava già assaporando l’imminente libertà. Evidentemente aveva sbagliato i calcoli ed era convinto che la restrizione fosse terminata.

Il 23 giugno di due anni fa i carabinieri avevano suonato al citofono della sua abitazione per un controllo, ma nessuno aveva aperto.

Dopo vari tentativi, avevano provato a contattarlo sul cellulare. Lui, un 51enne calabrese, aveva risposto, dicendo di non essersi sentito bene e di essere stato accompagnato al pronto soccorso dalla moglie. I militari avevano quindi raggiunto l’ospedale, ma l’uomo non c’era e nessuno del personale sanitario sapeva nulla.

L’avvocato Corbari

I carabinieri avevano provato a ricontattarlo, ancora una volta senza ottenere risposta, e a quel punto erano tornati davanti all’abitazione del calabrese. Dopo aver suonato al campanello, l’uomo finalmente era uscito. “Sono un uomo libero“, aveva risposto. “La misura è finita, io ero in casa, ma non avevo alcun dovere di rispondervi“.

Una reazione che aveva fatto scattare la denuncia per evasione.

A processo, l’imputato era difeso dall’avvocato Massimiliano Corbari. “Non c’è la prova dell’allontanamento del mio assistito dal luogo di detenzione“, ha sostenuto il legale. “Il fatto, poi, è di particolare tenuità. Lui era in casa, ha risposto al telefono, e tutto si è svolto in un arco temporale ristretto, e cioè poco più di  un’ora”.

Per l’imputato, il pm onorario aveva chiesto otto mesi di reclusione, ma il giudice lo ha condannato a cinque mesi e dieci giorni. Ora il 51enne, muratore di professione, è un uomo libero. L’avvocato Corbari sta comunque valutando se ricorrere in Appello.

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