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L'affascinante storia di
Cremona romana a partire
da p Marconi, ora in un libro

Centinaia di migliaia di reperti, oltre 4mila metri quadrati scavati, un cantiere archeologico tra i più imponenti e importanti del nord Italia, la storia antica di Cremona finalmente riscritta sulla base di criteri scientifici indiscutibili e straordinari reperti. E poi la ricostruzione della magnifica domus che sorgeva dove adesso c’è l’autosilo. Questo il contenuto del primo volume dal titolo “Amoenissimis … Aedificiis” curato da Lynn Arslan Pitcher sullo scavo di piazza Marconi. Il prossimo 22 giugno sarà presentato in Sala della Consulta in Comune ma la direttrice dello scavo ne ha già dato un saggio due giorni fa presentando al Rotary Cremona l’anteprima del volume, svelando alcuni incredibili risultati del grande lavoro di scavo, catalogazione e continua ricerca. Il volume analizza tre fasi della città antica. Vivere a Cremona con la fondazione e la crescita della città sul fiume con il suo porto sul Po alla confluenza tra via Jacini e via Ruggero Manna e i suoi fossati strategici e difensivi della Cremonella e del Marchionis, distruggere Cremona con l’arrivo delle truppe di Vespasiano, gli scontri con quelle di Vitellio accampate nell’area Lucchini e il saccheggio, la devastazione e l’incendio che voleva cancellare la città e quindi ricostruire Cremona con la bonifica voluta dallo stesso Vespasiano e la lussuosa rinascita in età augustea. Ovviamente grande interesse deriva dall’analisi dello scavo di piazza Marconi con i resti dei primi insediamenti in legno sull’insula tra il Po e gli acquitrini circostanti, poi le domus (del peristilio, delle buche rosse e del Ninfeo), le botteghe (una di vino, l’altra di lavorazione in ossa o di palchi di cervi), la ricchezza delle ceramiche e dei cotti a testimonianza di una tradizione antica di lavorazione dell’argilla, le statue (su tutte Afrodite e Diana cacciatrice), i pavimenti, i mosaici, i marmi (alcuni provenienti dal veronese, altri dall’Africa) le suppellettili, i dipinti ad opera anche di artisti fatti venire apposta da Roma per abbellire la casa della famiglia Varo.
Ma non è tutto: gli autori stanno già lavorando al secondo volume che analizzerà i materiali rinvenuti (su oltre un milione di reperti) e che dovrebbe essere pronto entro fine anno. Grazie alla discutibile impresa di realizzare un parcheggio sotto piazza Marconi (mettendoci più di 25 anni dopo la prima ipotesi) almeno si è fatta luce sulla Cremona romana.

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