Commenta

Nozze in Tunisia, ma non
divorzia dalla prima moglie
Un anno allo sposo bigamo

Condanna di un anno, pena sospesa, per Salvatore, 64 anni, accusato di bigamia, reato penale punito con la reclusione da uno a cinque anni. La sentenza è stata emessa dal giudice Francesco Beraglia. L’imputato, meridionale d’origine, residente prima a Milano e poi a Cremona e successivamente a Spinadesco, si era sposato in Tunisia, ma senza aver mai divorziato dalla sua prima mogie, con la quale aveva contratto matrimonio civile a Milano. Salvatore e la sua prima moglie, 62enne milanese residente nel cremonese, si erano sposati in Comune a Milano il 18 giugno del 1979. Nel 2008 la coppia si era separata. Quattro anni dopo, il 28 aprile del 2012, Salvatore, a processo difeso dall’avvocato Raffaella Parisi, aveva contratto il suo secondo matrimonio in Tunisia con una donna tunisina.

Il 4 dicembre dell’anno successivo, al Comune di Spinadesco era arrivata da parte dell’Ambasciata di Tunisi la richiesta di trascrizione dell’atto di matrimonio. Richiesta respinta, in quanto all’anagrafe di Spinadesco il cittadino italiano risultava ancora coniugato con la prima moglie. Successivamente da Tunisi era arrivata una comunicazione nella quale si informava che l’unione, da atto di nascita emesso dal Comune di Milano, risultava sciolta con sentenza del tribunale di Cremona il 23 febbraio del 2009. A quel punto il Comune di Spinadesco aveva inviato allo Stato Civile del Comune di Milano un fax per chiedere l’estratto dell’anno di nascita di Salvatore e poter così controllare l’annotazione di matrimonio e quella del rispettivo divorzio. Ma da Milano non figurava nulla. L’uomo non risultava iscritto nei registri di quel Comune.

Il 24 dicembre del 2013 l’Ambasciata di Tunisi, su richiesta del Comune di Spinadesco, aveva inviato l’estratto dell’anno di nascita di Salvatore nel quale c’era anche l’annotazione della sentenza di divorzio. Un falso, a detta dello Stato Civile di Milano, al quale non risultava nessuno con quelle generalità. Diverse le sollecitazioni arrivate in seguito da parte dell’Ambasciata di Tunisi al Comune di Spinadesco per avere la trascrizione del secondo matrimonio. Pratica bloccata, in attesa di risposte dal Comune di Milano. Nel frattempo, su richiesta di Spinadesco, dal tribunale di Cremona era arrivata la comunicazione che a nome del 64enne c’era solo una separazione in data 9 luglio del 2008, comunicata il giorno successivo allo Stato Civile di Milano.

Nel 2015 dalla Prefettura di Cremona era arrivato l’ordine che per poter dichiarare il 64enne bigamo, l’atto del suo secondo matrimonio avrebbe dovuto essere trascritto, così come chiesto più volte dall’Ambasciata di Tunisi. Il 31 gennaio del 2015 il Comune di Spinadesco aveva comunicato a Tunisi l’avvenuta trascrizione del matrimonio e che di conseguenza Salvatore, per lo stato civile, risultava bigamo e che pertanto non si sarebbero potute rilasciare certificazioni in merito al matrimonio.

Sara Pizzorni

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti