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Ai domiciliari per ‘fumoncello’,
evade per portar fuori il cane
Pena complessiva: 18 mesi

Era agli arresti domiciliari in attesa del processo con l’accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, ma è evaso, ed è finito di nuovo in arresto. Alfio Petralia, il 36enne di Catanzaro residente a Gadesco Pieve Delmona beccato dai carabinieri con in casa 23 bottiglie di ‘fumoncello’, liquore a base di marijuana, è uscito dall’abitazione della madre, dove era ristretto ai domiciliari, per portare fuori il cane. Erano da poco passate le 22. Petralia, pluripregiudicato, con alle spalle già tre condanne proprio per spaccio di stupefacenti, si trovava fuori, a un centinaio di metri dalla casa dei genitori, quando è stato notato da un carabiniere fuori servizio. Il militare sapeva che l’uomo avrebbe dovuto trovarsi ai domiciliari, e così ha avvertito i colleghi di pattuglia che hanno proceduto al suo arresto.

Due i procedimenti che si sono svolti oggi davanti al giudice Francesco Sora nei confronti del 36enne: uno era il processo per il possesso del ‘fumoncello’ per il quale il precedente giudice Giulia Masci si era dichiarata incompetente, e l’altro la direttissima per l’evasione. Nel primo processo, al 36enne era contestato l’articolo 73, comma 5, del testo unico sugli stupefacenti, che prevede la lieve entità del fatto: un reato, questo, punito con una reclusione da sei mesi a quattro anni. Il precedente giudice Giulia Masci, però, aveva respinto il patteggiamento, non ritenendo corretta la qualificazione giuridica del reato. Secondo il magistrato, che poi si è dichiarata incompetente, a Petralia andava contestato il comma uno, quello più grave, punito con la reclusione da otto a venti anni. Oggi il giudice Sora ha però mantenuto la lieve entità, ed ha condannato l’imputato, difeso dall’avvocato Ugo Carminati, ad una pena di 10 mesi e 2000 euro di multa. Per l’evasione, invece, Petralia ha patteggiato una pena di 8 mesi. Il 36enne è tornato ai domiciliari a casa della madre. Davanti al giudice Masci, l’uomo aveva definito il ‘fumoncello’ come un “digestivo”. “Lo preparo io”, aveva detto, e in aula aveva spiegato la ricetta.

Sara Pizzorni

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