Commenta

Oscar Green, Cremona vince
nella categoria Agri You:
premiato Kulwinder Singh

Dalla stalla bionica per mucche felici alla prima oasi dei tulipani. Sono queste alcune delle idee premiate con l’Oscar Green dell’agricoltura a Milano dalla Coldiretti Lombardia. Il premiato di Cremona per la categoria“Agri You” è Singh Kulwinder; gli altri premiati sono Mattia Zordan di Brescia per la categoria “We Green”, Martina Vicini di Como per la categoria “Impresa 2.Terra”, Edwin Koeman di Milano per la categoria “Campagna Amica”, Monica Neri di Varese per la categoria “Fare rete”, Stefano Chiesa di Mantova per la categoria “Crea” . Ci sono poi tre menzioni speciali che vanno a Francesco Maroni di Bergamo, Elisa Cerrito di Garlasco (Pavia) ed Elisa Bonesi di Valdisotto (Sondrio).

L’indiano naturalizzato cremonese è arrivato dall’India e ha trovato in Italia il suo futuro. Singh Kulwinder si è messo a coltivare prodotti per la cucina orientale che esporta in Gran Bretagna e Germania. L’ azienda è stata aperta dal 2014 e produce ortaggi tipici dell’Asia: Lady’s Finger (Gombo o Okra), e il (melone amaro), peperoncini e altre verdure. Premiata anche la pasta proteica che nasce dai legumi, un’idea di Monica Neri a Varese, nonché il vino biologico di Mattia Zordan a Lugana di Sirmione. Buon risultato anche per l’olandese Edwin Koeman che a Cornaredo (Milano) ha inaugurato il primo giardino italiano di tulipani. E non dimentichiamoci della stalla bionica per le mucche di Martina Vicini, dove tutto è impostato sulla tecnologia. Infine c’è Stefano Chiesa, che ha creato l’eco vernice che nasce dalle bucce di pomodoro.

Ma non finisce qui. Le menzioni speciali vanno a Francesco Maroni con il suo cocktail al siero di latte nel Chesse bar all’italiana a Bergamo; Elisa bonesi di Sondrio, che usa tutta quello che c’è nella sua azienda come strumento di riscatto sociale per persone in difficoltà; Elisa Cerrito, che ha fondato una fattoria sociale per valorizzare l’operato dei giovani ospiti delle comunità “Casa Daniela” e “Cascina Toledina” della Fondazione Exodus di don Antonio Mazzi.

Il 2017 è l’anno dei giovani: come emerge da un’analisi di coldiretti lombardia, nel primo trimestre si sono regsitrate 271 nuove iscrizioni, di cui a Cremona ne sono state aperte 10; al primo posto si trova Brescia con 54 nuove aziende, tutte under40. Le imprese under 40 sono 4.647 con una “quota rosa” che supera il 23%.

I PREMIATI

Categoria Fare Rete
La pasta proteica che nasce dai legumi
Monica Neri – Azienda “Itineri”, Albizzate (Varese)
La pasta che nasce dai legumi. Anzi, sembra pasta ma non lo è, perché è fatta soltanto con farina di ceci, fagioli bianchi e piselli gialli decorticati, tutti di provenienza al 100% da aziende agricole italiane. E’ quella prodotta con un’idea innovativa dall’azienda “Itineri” di Albizzate (Varese) e che incontra le nuove richieste alimentari dei consumatori di oggi. Infatti si tratta di un prodotto bilanciato a livello nutrizionale, che apporta tante proteine vegetali e fibre ma pochissimi carboidrati. “Il nostro esclusivo processo artigianale – spiega Monica Neri – si basa su cottura ed essicazione a basse temperature per preservare al meglio le proprietà nutritive dei legumi, oltre che sulla trafilatura al bronzo. Legù è naturalmente senza glutine e si cuoce in 3 minuti: è ideale per celiaci, vegani, diabetici e sportivi”.

Categoria We Green
Dalla vigna alla bottiglia sui sentieri del bio
Mattia Zordan – Cascina Maddalena, Lugana di Sirmione (Brescia)
Uno scrigno di sostenibilità ambientale, dalla vigna alla bottiglia. Cascina Maddalena, ubicata a Lugana di Sirmione (Brescia), è tra le più piccole realtà vitivinicole della zona ed è oggi gestita da Mattia Zordan e dalle sorelle Elisa e Elena. In  vigna sono banditi i diserbanti e per tutelare la biodiversità viene utilizzato il metodo della confusione sessuale, mentre il vino viene lavorato in modo naturale. Anche il packaging è eco friendly: due anni fa Mattia ha deciso di ridurre il peso delle bottiglie, di sostituire il tappo in sughero difficilmente smaltibile con il tappo a vite e di lasciare “al naturale” i cartoni delle confezioni. Eliminate le retro etichette, quelle principali sono oggi dedicate alla storia della famigli: da quella disegnata dalla figlia di Elisa a quella che ripropone i mappali aziendali degli anni Ottanta,  fino a quella con l’encefalogramma dello stesso Mattia a simboleggiare il suo amore per questo lavoro.

Categoria Campagna Amica
La prima oasi dei tulipani “pick your own”
Edwin Koeman – Tulipani Italiani, Cornaredo (Milano)
Ha inaugurato il primo giardino italiano di tulipani, aperto al pubblico 7 giorni su 7, dove la parola d’ordine è “pick your own” cioè “raccogli il tuo”. Per Edwin Koeman, giovane agricoltore olandese, il successo è stato immediato: migliaia di persone sono andate a visitare la sua oasi a Cornaredo, comune a venti chilometri da Milano, per cogliere direttamente dal campo i propri tulipani preferiti. Al suo fianco la compagna Nitsuhe che, grazie anche all’aiuto di un gruppo di agricoltori della Coldiretti di Milano, Lodi, Monza e Brianza, lo ha aiutato nella semina e nella coltivazione di circa 250 mila fiori di oltre 180 varietà differenti, di cui 20mila da esposizione e 230 mila da raccolta. Grazie all’affluenza record di visitatori, i tulipani sono andati esauriti nel giro di due settimane. L’appuntamento ora è per la primavera 2018.

Categoria Impresa 2.Terra
Una stalla bionica per le mucche di Martina
Martina Vicini – Azienda “Cascina Martina”, Solbiate (Como)
Ogni mattina alle 7.30, mentre fa colazione con una tazza di latte appena munto, Martina Vicini guarda il monitor del suo computer per controllare il robot di mungitura che si prende cura delle sue 50 mucche in lattazione. “Inoltre – racconta -mentre vado all’università do un’occhiata allo smartphone perché grazie a un’applicazione posso controllare tutti i parametri degli animali trasmessi al robot da un radio-collare”. Durante la giornata l’impianto fotovoltaico sul tetto dell’azienda garantisce l’energia sufficiente per tutti i macchinari. Infine, prima di addormentarsi, Martina dà un ultimo click alla app per controllare se in stalla è tutto ok: “Grazie alla tecnologia e a un alto livello di efficienza, oggi io e mia mamma riusciamo a mandare avanti l’azienda con pochissimo sforzo fisico”.

Categoria  Crea
L’eco vernice che nasce dalle bucce di pomodoro
Stefano Chiesa – Azienda “Chiesa Virginio”,  Canneto sull’Oglio (Mantova)
Si chiama cutina ed è la sostanza estratta dalle bucce di pomodoro per creare una nuova eco vernice. E’ questa l’idea realizzata da Stefano Chiesa presso la sua azienda agricola a Canneto sull’Oglio, nel Mantovano: “L’impianto pilota che estrae la cutina da bucce di pomodoro è un’idea venuta alla nostra azienda dopo che le avevamo già usate sia per l’alimentazione del bestiame che per la produzione di biogas. Il nostro impianto, un progetto finanziato dal programma europeo Life+, riesce a estrarre la cutina dalle bucce di pomodoro e dà un valore aggiunto a questo scarto, perché la cutina è la base di una vernice bio-vegetale unica al mondo”.

Categoria Agri You
La globalizzazione buona cresce nell’orto
Singh Kulwinder – Casalmaggiore (Cremona)
E’ arrivato dall’India pieno di speranze e ha trovato in Italia il suo futuro. Singh Kulwinder si è messo a coltivare prodotti per la cucina orientale che poi esporta in Gran Bretagna e Germania: “La mia azienda è aperta dal 2014 per la produzione di ortaggi tipici dell’Asia: Lady’s Finger (Gombo o Okra), Karela (melone amaro), peperoncini e altre verdure. Da quando ho iniziato, le mie quantità sono sempre aumentate e le prospettive sono per uno sviluppo dell’attività, anche per le molteplici proprietà nutrizionali di queste orticole. L’Okra ha un  basso contenuto calorico, ma una buona percentuale di vitamine e fibre. Il Karela invece viene utilizzato come rimedio per il diabete nella medicina tradizionale”.

Menzione Speciale – Giovani Impresa
• Cocktail al siero di latte nel cheese bar all’italiana
Francesco Maroni – Bù Cheese Bar, Bergamo
Un nuovo modo di far conoscere e degustare i formaggi tipici del territorio e non solo. È la filosofia su cui si regge il “Bù Cheese Bar” aperto nel cuore di Bergamo da Francesco Maroni e premiato nel 2016 agli Italian Cheese Awards come miglior cheese bar. “L’idea nasce per valorizzare la produzione della Latteria sociale di Branzi – spiega Francesco – una realtà storica della provincia di Bergamo, che oggi riceve il latte da una settantina di aziende”. Il legame con il territorio e la qualità dei formaggi serviti emerge anche dal nome: “Bù” è infatti un termine dialettale che significa “buono”. Tra i primi in Italia, il “Bù Cheese Bar” tutti i giorni offre ai clienti la possibilità di fare colazioni, pranzi, aperitivi e dopocena dove protagonisti sono una quarantina di formaggi differenti: nel locale è presente anche un mini caseificio a vista dove viene lavorato il latte per fare gli yogurt. Tra le curiosità che si possono assaggiare  anche drink a base di siero di latte.

Menzione speciale – Coldiretti Lombardia
Il riscatto sociale sboccia tra i fiori
Elisa Bonesi – Il Vivaio, S. Lucia Valdisotto (Sondrio)
Fiori e piante, ortaggi e miele ma anche cura degli animali come strumenti di riscatto sociale per persone in difficoltà. È quello che succede tutti i giorni nell’azienda agricola Il Vivaio della Cooperativa sociale SO.LA.RE.S che si trova a Santa Lucia Valdisotto, in provincia di Sondrio. Qui diversi soggetti deboli, con storie difficili o con problematiche di vario tipo, trovano una possibilità di rilancio attraverso la coltivazione di fiori e ortaggi, la produzione di miele o la cura degli animali della fattoria. “Il progresso più grande è quello relazionale – spiega Elisa Bonesi, una delle responsabili del vivaio –: accogliamo persone che hanno difficoltà a rapportarsi con gli altri, ma alla fine del percorso notiamo grandi miglioramenti. Le famiglie di questi ragazzi sono contente, ma lo sono anche gli abitanti della zona perché capiscono l’utilità di quello che stiamo facendo: da una parte aiutiamo chi ne ha bisogno e dall’altra forniamo prodotti agricoli per tutti. È un lavoro che ti permette di capire la bellezza delle piccole cose, che troppo spesso sottovalutiamo”.

Menzione speciale – Campagna Amica
Dalla Sicilia con amore per i ragazzi di Exodus
Elisa Cerrito – Azienda “Il melograno”, Garlasco (Pavia)
“Mi sono trasferita dalla Sicilia alla provincia di Pavia per aprire l’azienda agricola “Il Melograno”, nata fin da subito per essere una fattoria sociale e per valorizzare l’operato dei giovani ospiti delle comunità “Casa Daniela” e “Cascina Toledina” della Fondazione Exodus di don Antonio Mazzi – spiega Elisa Cerrito – L’agricoltura e l’ambiente sono sempre state le mie passioni, anche quando lavoravo come assistente di geografia culturale all’università di Messina”. Oggi all’attività agricola Elisa affianca quella di educatrice: a Garlasco, insieme ai ragazzi di Exodus, produce ortaggi di stagione freschi e trasformati, erbe aromatiche e frutta. Nella fattoria didattica si allevano galline, oche, faraone, asini e capre, ed è stato appena avviato una linea di agri-bomboniere.

Silvia Galli

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti