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Il polo tecnologico diventato
realtà: a settembre via
iter per secondo lotto

foto Sessa

Taglio del nastro per il Polo dell’innovazione digitale, un cantiere non ancora concluso, e per la verità in continuo divenire visto che già si parla di una nuova costruzione di dimensioni simili all’attuale proprio accanto, sulla restante parte dell’ex macello e dei depositi comunali. L’iter che porterà alla sua realizzazione inizierà a settembre, su ulteriori 7000 mq. Un’area dismessa della città che si sta rigenerando sull’onda delle tecnologie digitali, settore in cui Cremona ha scoperto da tempo di vantare delle eccellenze, dal 2012 riunite nel consorzio Crit, con all’interno Microdata, Mail Up, Lineacom, Incode e Gamm System e il supporto fondamentale della sede cremonese del Politecnico di Milano. E proprio dall’allora pro rettore Gianni Ferretti, il primo facilitatore di questo percorso, è partita questa mattina la presidente del Crit Carolina Cortellini, nell’aprire la giornata inaugurale, alla presenza di tanti volti vecchi e nuovi delle pubbliche amministrazioni, ma soprattutto di molti giovani che già lavorano all’interno delle aziende da poco trasferitesi nella nuova sede e di potenziali nuovi collaboratori. 500, a regime, le persone che potranno lavorare in questi uffici dalla progettazione avveniristica, con  altissimi standard di sicurezza in termini di rischio sismico ed incendio, progettati dagli architetti Bianchi e Palù, quest’ultimo ideatore anche dei pannelli artistici interni.

“Uno dei maggiori investimenti fatti a Cremona negli ultimi anni -ha sottolineato Cortellini – pensato per migliorare la qualità del lavoro, e quindi la qualità della vita e con l’obiettivo di  aumentare l’attrattività del territorio”. Presenza dei corsi universitari del Politecnico, da cui uscivano specialisti che poi trovavano pochi sbocchi lavorativi in un territorio a scarsa vocazione industriale, e cablatura in fibra ottica seconda seconda solo a Milano per dimensioni, sono stati i due presupposti su cui è nato il Polo, che via via – ha detto la presidente del Crit – ha raccolto altri sostegni, a cominciare dalla Regione, con la concessione di 1 milione dal bando Aster, primo di una serie di finanziamenti. L’obiettivo del Polo è l’integrazione con gli attori economici tradizionali, in primis l’agroalimentare – prossima l’attivazione in questi spazi, da parte del Politecnico, dell’Osservatorio per lo smart agrifood – ma poi anche le pubbliche amministrazioni (nel pomeriggio verrà firmato protocollo d’intesa tra Anci Lombardia e A2A per portare anche nei comuni minori la possibilità di gestione ‘smart’). Ma anche di attirare nuove idee, che è un po’ lo spirito del ‘Cobox’ lo spazio sorto su impulso dello stesso Crit in via dei Comizi Agrari e prossimo a trasferirsi nella nuova sede.

«Ce l’abbiamo fatta – ha detto Cortellini, poi raggiunta da Gerardo Paloschi, direttore generale di Linea Com e Matteo Monfredini, presidente di Mail Up – dopo anni di intenso lavoro il consorzio CRIT realizza uno dei suoi obiettivi principali: nasce il Polo, che vuole essere punto di riferimento per l’innovazione, e promotore di sviluppo economico, sociale e culturale per il territorio circostante e a servizio di un’area molto più vasta. Lo spazio che vedete il frutto di una attenta opera di rigenerazione urbana. Vogliamo che il Polo sia focalizzato sulla smart land, concetto che riveste grande valore sociale oltre che economico. La nostra progettualità intende fornire un contributo concreto per migliorare la vita delle comunità, valorizzare le eccellenze sul territorio e generare nuove opportunità per tutti. Abbiamo individuato sei “motori di accelerazione e sviluppo del territorio”: primo fra tutti l’agricoltura smart. Saremo al fianco delle associazioni professionali e degli imprenditori agricoli. Qui vogliamo realizzare grazie a un accordo con il Politecnico di Milano una collaborazione stretta con l’Osservatorio nazionale SmartAgrifood, Osservatorio che sempre qui avrà sede e che si occuperà delle nuove tecnologie applicate all’agricoltura: droni, sensoristica, elaborazione dati in ambito zootecnico».
Gli altri cinque motori sono quelli dedicati alla smart utility (per aumentare i servizi pubblici locali e migliorarne la qualità), l’ICT per la Pubblica Amministrazione locale, Industria 4.0 (l’automazione industriale, grazie all’integrazione delle nuove tecnologie, può migliorare le condizioni di lavoro ed efficientare i processi), ambiente e paesaggio (la digital innovation per la tutela ambientale), oltre alla prosecuzione del progetto Cobox».

Aiutare Cremona ad uscire dall’isolamento, questo l’input uscito da tutti gli interventi: sindaco Galimberti, presidente della Camera di Commercio Auricchio, presidente di Lgh Vivenzi, consigliere regionale Malvezzi, senatore Pizzetti, il quale ha sottolineato il carattere di trasversalità di questa iniziativa che forse per la prima volta nella storia di Cremona potrebbe far dialogare settori economici che si sono sempre guardati con diffidenza, nel comune segno dell’innovazione tecnologica. “Cremona ha tante eccellenze – ha detto tra l’altro – ma hanno sempre avuto la tendenza a svilupparsi in senso verticale, mai orizzontale”. Parlando di carattere strategico di questa iniziativa, l’ha affiancata all’operazione Lgh – A2A: il Polo dell’innovazione tecnologica è in parte figlio anche di questo accordo, che a molti ha fatto storcere il naso nel nome della difesa di una territorialità che oggi – ha concluso Pizzetti – non ha più molto da offrire se rimane chiusa in se stessa.

Dal pomeriggio la tecnologia si sposta in centro città, con una fitta serie di appuntamenti, installazioni e sorprese (guarda qui il programma completo) In particolare dalle 18  in corso Campi presso l’installazione LGH3, composta da ledwall che attraverso video evocativi raccontano il rapporto tra LGH e le nuove tecnologie per il territorio, si alterneranno vari interventi delle autorità sui temi dell’innovazione e dei servizi avanzati per cittadini e imprese, sul ruolo di Cremona nell’ottica dei progetti Smart Land e su come il Gruppo intenda creare poli di eccellenza con competenze specifiche in ambito ICT.

g.biagi

fotoservizio Sessa

 

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