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Caldo, nei campi il mais
ha sete:scattano
le irrigazioni anti stress

Con l’arrivo del caldo è allerta nelle campagne lombarde, con il mais sorvegliato speciale. Complici le alte temperature e la mancanza di pioggia – spiega la Coldiretti Lombardia dopo un primo monitoraggio sui territori – in alcune zone le irrigazioni per questo cereale sono state anticipate o si è dovuto ricorrere a quelle di soccorso.

Nelle campagne cremonesi – precisa la Coldiretti regionale – le aziende agricole stanno bagnando i campi con circa un mese d’anticipo rispetto agli anni passati. Difficoltà si registrano nelle aree servite dal fiume Oglio a causa della scarsità di acqua e dei ritardi che si sono verificati nel riempimento del reticolo irriguo. Particolarmente preoccupante la situazione nelle fasce, dove le aziende attingono da canali alimentati dalle acque di colo che, a causa della siccità, sono letteralmente a secco. Allerta anche negli allevamenti dove mucche da latte e maiali iniziano a soffrire per l’innalzamento delle temperature.

Intanto – secondo un monitoraggio della Coldiretti al Ponte della Becca in provincia di Pavia – il livello idrometrico del fiume Po è sceso due metri e mezzo sotto lo zero idrometrico (-2,59), un metro e venti centimetri in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno per effetto di una primavera che in Italia si classifica come la seconda più calda e la quarta più asciutta dal 1800. In Lombardia, ad esempio, nel mese di marzo è caduto il 47% di pioggia in meno rispetto alla media, ad aprile il 50% in meno e a maggio il 48,6% in meno.

In Italia – sottolinea Coldiretti – gli agricoltori sono già impegnati a fare la propria parte per promuovere l’uso razionale dell’acqua, lo sviluppo di sistemi di irrigazione a basso impatto e l’innovazione con colture meno idro-esigenti. Ma – continua la Coldiretti – non deve essere dimenticato che l’acqua è essenziale per mantenere in vita sistemi agricoli senza i quali è a rischio la sopravvivenza del territorio e la competitività dell’intero settore alimentare. Di fronte alla tropicalizzazione del clima – sostiene la Coldiretti – se vogliamo continuare a mantenere l’agricoltura di qualità, dobbiamo organizzarci per raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi con interventi strutturali che non possono essere più rimandati. Occorrono – conclude la Coldiretti – interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali, creando bacini aziendali e utilizzando le ex cave e le casse di espansione dei fiumi per raccogliere acqua.

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