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Esperienza virtuale nella Domus
del Ninfeo di Piazza Marconi.
La Regione stanzia 20 mila euro

un'immagine degli scavi in Piazza Marconi

Più di 50 mila euro per due progetti in città e provincia. E’ quanto stanziato dall’assessorato regionale alle Culture, Identità e Autonomie, per proseguire il percorso di valorizzazione e promozione dei siti Unesco e delle aree archeologiche lombarde. Il primo progetto finaziato è quello per Unesco. Si tratta de “La civiltà dell’acqua in Lombardia” ed è proposto da Urbim – Unione regionale bonifiche irrigazioni e miglioramenti fondiari per la Lombardia. Il contributo previsto per la precisione è di 31.803 euro. Il progetto prevede la prosecuzione del lavoro avviato nel 2014 di promozione della conoscenza e della comunicazione delle grandi opere di difesa idraulica ed irrigazione in Lombardia, candidate all’iscrizione nella Lista del Patrimonio mondiale dell’Umanità riconosciuto dall’Unesco. Il progetto prevede inoltre l’elaborazione di nuovi studi e ricerche, l’elaborazione grafica di nuovi pannelli e cartellonistica, la realizzazione di un sito internet dedicato, la realizzazione di due nuove mostre a Cremona e a Milano, la realizzazione di una presentazione nell’ambito del Festivaletteratura di Mantova.

Altri 20 mila euro sono andati al progetto “Esperienza virtuale nella ‘Domus del Ninfeo’, del Comune di Cremona. L’area archeologica di piazza Marconi corrisponde all’incirca a un isolato della città romana, presso il lato sud dell’antica cinta muraria, a destinazione residenziale: vi sono stati rinvenuti, infatti, i resti di tre domus, dette ‘del Ninfeo’, ‘del Peristilio’ e ‘delle Buche Rosse’, la prima delle quali particolarmente lussuosa e appartenuta, con ogni verosimiglianza, a una famiglia di alto rango. Poiché gli edifici subirono gli effetti dell’incendio della città, seguito alla vittoria di Vespasiano nella guerra civile dell’anno 69 d.C., lo stato di conservazione delle strutture scavate è risultato estremamente lacunoso e compromesso, tanto che è stato possibile lasciare visibili in sito soltanto due piani pavimentali e alcune strutture murarie, pertinenti peraltro a diverse fasi della frequentazione dell’area. I resti più significativi e meglio conservati dello scavo sono stati musealizzati all’interno del percorso del Museo Archeologico di San Lorenzo, ideale complemento della fruizione dell’area archeologica vera e propria, inaugurato nel 2009 a un anno dalla chiusura del cantiere di scavo. L’operazione di valorizzazione dei rinvenimenti è stata sostenuta da Regione Lombardia attraverso il finanziamento di interventi di restauro in occasione dell’allestimento museale. Si intende ora migliorare la fruizione attraverso la predisposizione di strumenti comunicativi multimediali. In particolare, si intende realizzare un’applicazione per smartphone che consenta all’utente finale di visualizzare e vivere, tramite un apposito visore, la ricreazione virtuale di alcune stanze. Inserendo lo smartphone nel dispositivo Samsung Gear denominato Oculus, sarà possibile calarsi interamente in tre ambienti particolarmente interessanti della domus: il giardino, la cucina e la ‘stanza di Arianna’.

“Sono molto soddisfatta dell’esito di questo importante bando con il quale siamo riusciti a finanziare 23 progetti su quasi tutto il territorio lombardo in due settori che ci stanno particolarmente a cuore: i siti Unesco e le aree archeologiche. Con questa ulteriore misura continua il nostro percorso di valorizzazione e promozione dei territori e delle loro specificità, che li rendono sempre più attrattivi, come dimostrano anche gli ultimi dati sulla crescita del turismo in Lombardia”. Lo ha detto l’assessore alle Culture, Identità e Autonomie di Regione Lombardia Cristina Cappellini annunciando le graduatorie del bando sulle aree archeologiche e i siti Unesco.

“In questi quattro anni – ha ricordato l’assessore Cappellini – abbiamo investito tante energie e risorse concrete, sia nei siti Unesco, sia nelle aree archeologiche, e questo ulteriore strumento testimonia la nostra volontà di continuare un percorso che gli operatori culturali e i territori hanno dimostrato di apprezzare molto”.

 Il 29 maggio, giorno in cui abbiamo dato inizio ufficialmente all’Anno della Cultura in Lombardia – ha concluso l’assessore Cappellini -, avevamo anticipato che sarebbe stato un anno pieno di iniziative e di novità, in attuazione della nuova legge regionale in materia di cultura, volte alla promozione del nostro straordinario patrimonio culturale, anche immateriale”.

 

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