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Donne vittime di violenza: il Comune 
raccoglie manifestazioni d’interesse 
per servizi di accoglienza e protezione

Il Comune di Cremona, nell’ambito della Rete territoriale per la prevenzione e il contrasto delle violenze contro le donne, intende raccogliere manifestazioni di interesse per la definizione e realizzazione di interventi e servizi finalizzati all’accoglienza, presa in carico e messa in protezione di donne vittime di violenza di genere, da presentare a Regione Lombardia ai fini della sottoscrizione di un accordo di collaborazione. I soggetti selezionati, Centri Antiviolenza o Case di Rifugio e accoglienza, verranno chiamati a partecipare alla Rete territoriale inter-istituzionale Antiviolenza, qualora non fossero già aderenti, insieme al Comune di Cremona e ai soggetti pubblici e privati partner della stessa. Questa iniziativa da parte dell’Amministrazione, non implica un impegno finanziario da parte dell’ente verso i soggetti che esprimeranno la manifestazione di interesse. A seguito dell’Accordo di collaborazione sottoscritto infatti dal Comune con Regione Lombardia per la realizzazione del progetto che verrà definito, verranno approntate poi convenzioni con i vari soggetti individuati. Possono presentare la propria manifestazione di interesse: Centri Antiviolenza, ma anche case rifugio e strutture di accoglienza per pronto intervento e ospitalità di primo e secondo livello.

I CENTRI ANTIVIOLENZA devono possedere i seguenti requisiti:

  • iscrizione agli Albi del volontariato regionali, delle promozione o della cooperazione sociale, o ai registri delle ONLUS presso l’Agenzia delle Entrate oppure all’Albo regionale delle Pari Opportunità;
  • avere nel loro Statuto i temi del contrasto alla violenza di genere quale finalità esclusiva o prioritaria oppure dimostrare una consolidata e comprovata esperienza almeno quinquennale nell’impegno contro la violenza sulle donne;
  • la struttura destinata a sede operativa del Centro Antiviolenza, deve possedere i requisiti di abitabilità e deve essere articolata in più locali distinti idonei a garantire le diverse attività nel rispetto della privacy;
  • garantire un’apertura di almeno 5 giorni alla settimana;
  • garantire un numero telefonico dedicato attivo 24 h su 24, anche collegandosi al 1522;
  • aderire al numero telefonico nazionale di pubblica utilità 1522;
  • adottare la Carta dei Servizi;
  • avvalersi di personale femminile adeguatamente formato e specializzato sul tema della violenza di genere, qualificato e stabile;
  • occuparsi della formazione iniziale e continua delle sue operatrici;
  • assicurare un’adeguata presenza di figure professionali, anche volontarie: assistenti sociali, psicologhe, educatrici professionali, avvocate civiliste e penaliste, operatrici di accoglienza con una formazione specifica sul tema della violenza;
  • non consentire l’acceso ai locali del Centro agli autori della violenza e dei maltrattamenti ed al personale del Centro è fatto esplicito divieto di applicare le tecniche di mediazione familiare;
  • somministrare alle donne vittime di violenza strumenti utili per la valutazione del rischio;
  • operare attraverso valutazioni di équipe multidisciplinari che siano in grado di analizzare il fenomeno nella sua complessità ed articolazione multifattoriale (profili relazionali, fisici, psicologici, sessuali, sociali, culturali ed economici);
  • definire progetti personalizzati per la fuoriuscita dalla violenza, ivi compresi il reinserimento sociale ed economico, nonché l’accompagnamento all’autonomia abitativa, in raccordo con gli altri soggetti della rete territoriali;
  • raccordarsi con i servizi sociali del Comune della donna vittima di violenza, qualora si rendano necessari interventi di protezione od ospitalità nella case rifugio o nelle strutture di ospitalità;
  • svolgere attività di raccolta e analisi dei dati e di informazioni sul fenomeno della violenza, attraverso l’utilizzo dell’Osservatorio Regionale Antiviolenza, nel rispetto della privacy delle donne.

LE CASE RIFUGIO E STRUTTURE DI ACCOGLIENZA devono possedere invece questi requisiti:

  • essere strutture promosse da Enti locali, singoli o associati;
  • enti no profit, operanti nel settore di sostegno e aiuto delle donne vittime di violenza, iscritti agli appositi registri/albi che abbiano nel loro statuto i temi del contrasto alla violenza nei confronti delle donne oppure possano dimostrare una consolidata e comprovata esperienza nella protezione e nel sostegno delle donne vittime di violenza;
  • enti locali, singoli o associati, e enti no profit, di concerto, d’intesa o in forma consorziata;
  • garantire protezione e attuare il progetto personalizzato di fuoriuscita dalla violenza in stretto raccordo con i Centri Antiviolenza, i Servizi sociali del Comune e i restanti nodi della Rete;
  • assicurare alloggio e beni primari alle donne vittime di violenza e ai/lle loro eventuali figli/e;
  • garantire personale formato e specializzato sulla violenza di genere;
  • garantire la formazione continua del personale;
  • garantire la piena disponibilità dei dati e delle informazioni in loro possesso relative alle donne vittime di violenza, implementando costantemente il sistema informativo Osservatorio Regionale Antiviolenza (ORA), nel rispetto dei diritti alla riservatezza delle interessate e con le modalità previste dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali);
  • svolgere attività di raccolta e analisi dei dati e di informazioni sul fenomeno della violenza e, nel rispetto della privacy delle donne, condivide i dati con l’Ente locale con cui struttura un accordo di collaborazione e condivide un progetto.

Le manifestazioni di interesse dovranno pervenire entro il 7 settembre.

 

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