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Ponti sul Po malati:
potenziare
il trasporto ferroviario

Bisognerà attendere sino a giovedì per avere una panoramica precisa dei lavori necessari e abbastanza attendibile sui tempi di recupero del ponte sul Po tra Casalmaggiore Colorno, chiuso al traffico per evidenti problemi di stabilità. La Provincia di Parma, con la collaborazione di Provincia di Cremona, eseguirà in questi giorni operazioni di carotaggio e controlli su tutte le travi del ponte sul Po. Giovedì pomeriggio si dovrebbero sapere i risultati e le possibili soluzioni. “Oggi – ha dichiarato il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni –  è completamente inutile dire: quanto resterà chiuso, quanto costerà ripristinarlo. I giornali o le persone che diffondono i loro pareri per quanto non vietato, provocano solo confusione e non hanno alcuna attendibilità. Invito a non dar credito a nessuna ipotesi fino a che gli enti e le istituzioni preposte avranno dato ufficialmente il responso”.

IL PD IN REGIONE: RAFFORZARE COLLEGAMENTI FERROVIARI  – “Rafforzare ulteriormente i collegamenti ferroviari tra le sponde del fiume per ridurre i disagi ai tanti pendolari e stabilire fin da subito un confronto con l’Emilia Romagna per determinare l’entità delle risorse necessarie per  il ripristino del Ponte e individuare le risorse aggiuntive regionali per garantire la riapertura e la completa transitabilità alla struttura nel più breve tempo possibile”. Sono questi i dispositivi contenuti nell’interrogazione presentata ieri 11 settembre dai consiglieri del PD Marco Carra e Agostino Alloni e indirizzata all’assessore Sorte che sarà chiamato a rispondere in commissione Trasporti. “Come avevamo già anticipato nell’ultima seduta di Consiglio regionale, durante il question time sulla linea ferroviaria Parma-Piadena-Brescia, anche di fronte a queste emergenze strutturali che riguardano i ponti autostradali, occorre sì completare le fasi di analisi strutturali per garantire la sicurezza e l’incolumità delle persone, ma anche rafforzare i collegamenti ferroviari per ridurre i disagi – spiegano i consiglieri -. A distanza di 5 giorni dall’ordinanza delle Province di Cremona e Parma, crediamo che la Regione Lombardia debba fare un ulteriore passo, ovvero aprire subito un confronto con la Regione Emilia Romagna, definire in modo preciso l’entità del danno e trovare le risorse aggiuntive in modo da riaprire celermente il ponte”.

“Ricordiamo – concludono Alloni e Carra – che il territorio cremonese e mantovano è già pesantemente penalizzato dal punto di vista delle infrastrutture stradali e ferroviarie e quindi giustamente si aspetta un atto di responsabilità da parte di Regione Lombardia. In particolare, per l’Oglio Po abbiamo assistito a grandi promesse che non sono state mantenute, per esempio il potenziamento dell’Ospedale, che non è mai avvenuto. Quindi basta prese in giro, si definisca invece subito un piano di investimenti certi per sanare le problematiche di questa zona”.

GUERRA FRA POVERI: PRIMA SAN DANIELE O CASALMAGGIORE? – “Eccoci qua: il Ponte Verdi non é più una priorità. Ora bisogna pensare al Ponte di Casalmaggiore. Mi vien spontaneo aggiungere che senza lo sperpero per il referendum (60 milioni sembrerebbe), tutti i ponti si potrebbero aggiustare. Ma si sa, prima la ‘politica’ a servizio di sé stessa, poi i servizi ai cittadini. Avanti così”. Così Davide Persico, sindaco di San Daniele Po – dove si trova il ponte che è un altro grande malato tra le due sponde –  commenta su facebook la possibilità che  il denaro già promesso da Regione Lombardia per il ponte Verdi venga dirottato sul più vecchio e più ammalorato impalcato di Casalmaggiore. “San Daniele è un problema, ma ora Casalmaggiore è un’emergenza”, aveva detto infatti l’assessore regionale Gianni Fava – delegato per Regione alla firma del Patto per la Lombardia con l’allora Governo Renzi – sabato mattina in comune a Casalmaggiore. I 3.5 milioni di euro che stanno per essere stanziati per il manufatto sul Po casalese sono infatti ricavati da una quota inizialmente prevista proprio per San Daniele Po.

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