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Festa del Volontariato,
buona la prima: la solidarietà
vince il maltempo

Fotoservizio Francesco Sessa

Il tempo incerto non ha fermato la solidarietà e le 137 associazioni che sono scese in piazza per parlare di sé e di una Cremona che della cura per il prossimo ha fatto un vero e proprio punto di forza. Dalla salute alla solidarietà, dallo sport alla cultura: in ognuno degli stand presenti in piazza ogni gruppo ha portato le proprie peculiarità, cercando di farsi conoscere dai cittadini che numerosi hanno affollato piazza del Comune e piazza Stradivari, animate durante la mattinata dal complesso bandistico Città di Cremona.

Al taglio del nastro,  in piazza Stradivari, erano presenti il sindaco Gianluca Galimberti, l’assessore alla Trasparenza e vivibilità sociale – Rapporto con volontariato e associazioni del terzo settore Rosita Viola, il presidente del Cisvol Giorgio Reali, la portavoce del Forum Cremonese Terzo Settore Daniela Polenghi, la direttrice della Casa circondariale di Cremona Maria Gabriella Lusi, il direttore generale Ats Salvatore Mannino, e Francesco Monterosso, coordinatore del Cisvol.

La XXVI edizione della Festa del Volontariato invita così tutti a costruire la “città del noi”: uno spazio in cui il volontariato è chiamato a contagiare la comunità con i valori di solidarietà e reciprocità per favorire la crescita di un benessere più diffuso.

La Festa quest’anno raccoglie progettazioni in cui le pratiche del volontariato vedono l’incontro delle organizzazioni con l’impegno civile dei singoli, uniti nella cura per i beni comuni per renderli accessibili in un’ottica di sostenibilità. Dall’incontro di singole esperienze, attraverso la costruzione di relazioni fiduciarie, nascono nuove visioni della città che si trasforma con il contributo di ogni suo abitante.

I temi che attraversano le piazze del volontariato sono molteplici: beni comuni, quartieri e comunità, carcere e territorio, le nuove forme del volontariato, città accogliente e inclusiva, giovani nella città, sostenibilità e stili di vita. Ambiti e temi che si incontrano per esempio nei progetti Re-Start, Fare Legami, ExSportAbile, nelle attività dei Comitati di quartiere e nelle varie forme di volontariato e la campagna

Quest’anno spicca anche la presenza di Istituzioni del territorio: Asst Cremona, Ats Val Padana, Azienda Sociale Cremonese, Cremona Solidale, Ordine Psicologi della Lombardia e Casa Circondariale di Cremona.

Una festa resa possibile grazie anche al fondamentale aiuto di un gruppo di giovani volontari del Servizio Civile e del Servizio Civile Europeo impegnati sulle due piazze e che nel corso di nove ore ha regalato musica dal vivo con performance musicali a cura del Cr.A.Si, la sfilata della Filarmonica Castiglionese e il concerto del Coro Costanzo Porta. Musica e buona cucina con l’area ristorazione solidale a cura di Rigenera con lo show cooking “I buoni di Cà del Ferro e Chic For Charity”, con ai fornelli gli chef Alessandro Bellingeri, Roberto Rossi, Giuseppe Cereda e Andrea Incerti.

La Festa quest’anno ha raccolto progettazioni in cui le pratiche del volontariato vedono l’incontro delle organizzazioni con l’impegno civile dei singoli, uniti nella cura per i beni comuni. “Dall’incontro di singole esperienze – spiegano gli organizzatori –, attraverso la costruzione di relazioni fiduciarie, nascono nuove visioni della città che si trasforma con il contributo di ogni suo abitante. Tutto questo lo incontriamo nei progetti Re-Start, FareLegami, ExSportAbile, nelle attività dei comitati di quartiere e nelle varie forme di volontariato”.

“Anche quest’anno si respira un clima molto bello fra gli stand, in cui domina la voglia di fare e di stare insieme in queste piazze” commenta Reali. “Siamo soddisfatti non solo per l’evolversi della giornata ma anche per la percepibile positività che si respira fra i volontari, oggi più che mai a diretto contatto con la comunità: la riprova che le associazioni oggi sono tutt’altro che mondi a sé”.

“La giornata è senza dubbio estremamente positiva perché in queste piazze vi è una ricchezza non solo quantitativa ma anche qualitativa: ci sono associazioni, gruppi, realtà fra loro molto diverse, ma con un obiettivo condiviso: quello per il bene comune, e cioè un tema fra i più grandi nei nostri giorni” evidenzia Polenghi. “Sapere che una parte grande della città lavora per il bene comune è la base per lavorare da domani sia nelle scelte politiche che nelle vite delle persone in quel senso”.

Da segnalare la raccolta firme della campagna ‘Ero Straniero’, a favore di una legge di iniziativa popolare per cambiare le politiche sull’immigrazione per puntare su inclusione e lavoro, ieri attuata da un gruppo di giovani volontari fra gli stand della Festa.

LaBos

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