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Enzo Bosso trascina
ed emoziona il pubblico
dello StradivariFestival

foto Sessa

Vitalità, energia, passione, gioia di vivere. Questa è la musica per Enzo Bosso. E domenica, il pianista-compositore-direttore d’orchestra ha regalato a Cremona un’altra serata indimenticabile tra le architetture in legno dell’Auditorium Arvedi per il secondo concerto dello StradivariFestival (dopo l’esordio epico di Krylov). Un concerto pieno di contaminazioni tra classica, ricerca, poesia, vigorìa interpretativa e musica immortale che ha toccato le corde emotive di un pubblico che ha partecipato con silenzi quasi religiosi, applausi e ovazioni da star alla performance di Bosso con il clavicembalo, il pianoforte e la bacchetta da direttore.
L’inizio è con il concetto brandeburghese n.3 di Bach nel quale Bosso si è esibito al clavicembalo con la “Stradivarifestival Chamber Orchestra” un gruppo orchestrale creato apposta dal maestro per la prestigiosa rassegna cremonese e che raccoglie musicisti provenienti dalle migliori orchestre italiane. “La musica ci rende fratelli e grazie al festival posso presentarvi alcuni dei fratelli incontrati nella mia fortunata vita” ha detto Bosso presentando il gruppo orchestrale d’archi.
“Da Bach a Bosso” è il progetto presentato a Cremona. E dopo l’intenso Concerto brandeburghese è stata la volta di due composizioni dello stesso Bosso: “Split, Postcards Far Away” basata sulle sensazioni che gli hanno creato i cartelli stradali andando oltre la loro funzione, cercando di guardare cosa possono dire all’anima – ha spiegato il maestro con un filo di voce. Poi è stata la volta della trascinante “Rain, In Your Black Eyes” una delle sue composizioni più conosciute tutta dedicata agli eventi metereologici, alla sua pioggia e al su ritmo, alla sua musicalità che cresce e diminuisce, che cambia a seconda di dove batte e interpreta così il nostro stato d’animo. Il pubblico è scattato in piedi alla fine del brano con un applauso vigoroso che sapeva di abbraccio forte, di condivisione, pieno di quella magia che solo la musica sa dare. Nel bel film francese “Un cuore in inverno” (del 1992 di Claude Sautet) il liutaio Daniel Auteil dice “La musica è il sogno” e questa è la sensazione che ha pervaso l’Auditorium Arvedi nel concerto di ieri sera conclusosi con Ezio Bosso direttore d’orchestra per la Serenata in do maggiore per archi di Ciajkovskij.

fotogallery Sessa

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