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Interrogatorio di garanzia
per i profughi-pusher ospiti
delle strutture di accoglienza

La Casa dell'accoglienza

Sono stati interrogati in carcere questa mattina dal gip Pierpaolo Beluzzi i cinque cittadini del Gambia considerati dai carabinieri responsabili di spaccio continuato di sostanze stupefacenti aggravato perché in prossimità di scuole ed in favore di minori. Tutti i cinque destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare erano ospitati in strutture di accoglienza cittadine.

In carcere ci sono Omar Sanneh, 27 anni, con un lavoro presso la società di commercio online ‘Amazon’ in Strada Dogana Po a Castelsangiovanni, Kawsu Dibba, 21 anni, ospite alla cooperativa Ippogrifo, Yakuba Jallow Mamadou, 27 anni, Alieu Jarju, 23 anni, e Arafang Nyabally, 21 anni, questi ultimi con un alloggio nelle strutture di via Martiri di Sclemo e via Brembo, ‘distaccamenti’ della Casa dell’accoglienza di via Sant’Antonio del Fuoco. Nell’interrogatorio di garanzia, alcuni di loro si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, mentre altri hanno parlato, ma le loro giustificazioni sarebbero apparse poco convincenti. Mamadou, ad esempio, si sarebbe stupito di essere stato riconosciuto dai testimoni come uno degli spacciatori.

Il blitz dei carabinieri risale alla mattina del 16 ottobre in numerose strutture di accoglienza della città. In via Martiri di Sclemo i militari avevano arrestato in flagranza di reato Philippe Odion, nigeriano di 25 anni trovato con 41 confezioni di marijuana rinvenute nei calzini, sotto il letto e nel marsupio. Il giovane sarà processato il prossimo 4 dicembre. Intanto è libero con obbligo di dimora e di firma.

Tutti, per l’accusa, avrebbero spacciato marijuana e hashish nei pressi della Casa dell’accoglienza, vicino al parco del Vecchio Passeggio, a poca distanza dalla scuola Campi, nei giardini di piazza Roma e anche direttamente nei domicili dei clienti, tutti giovanissimi, anche minorenni.

Le indagini sono iniziate sette mesi fa in seguito ad una serie di controlli mirati predisposti in seguito alle segnalazioni e alle lamentele di cittadini e genitori che in pieno giorno, nei pressi della Casa dell’accoglienza, del parco del Vecchio Passeggio e all’uscita delle scuole, assistevano agli incontri tra i pusher e i loro clienti con scambi veloci di droga e denaro.

Sara Pizzorni

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Commenti
  • Mirko

    Oltre all’arresto ed obbligo di dimora(preferirei il carcere)darei pure una multa a chi gestisce queste fantomatiche cooperative visto che dovrebbero essere loro a vigilare su questi sedicenti ospiti….e per finire dopo lo sconto di pena una bella barchetta e a casa…non è questa la gente che serve alla città

  • Sorcio Verde

    Non possiamo fare gli interrogatori via Skype dopo averli rimandati immediatamente e definitivamente in Africa?

  • Maumaro

    E io pago!