Commenta

Ponte di Casalmaggiore, la Regione
conferma i tre milioni, altri due
attesi da Emilia Romagna

Le travi lesionate del ponte sul Po a Casalmaggiore

Si è parlato anche del Ponte di Casalmaggiore oggi pomeriggio in Commissione Trasporti del Consiglio regionale, dove l’assessore Sorte si è presentato per rispondere a diverse interrogazioni sulla situazione di grande criticità di alcune direttrici lombarde. Il tema dei ponti che collegano la Lombardia con l’Emilia Romagna è di grande attualità negli ultimi mesi, soprattutto in provincia di Cremona, dove la situazione è diventata davvero urgente, soprattutto alla luce delle ultime verifiche tecniche che hanno decretato l’obbligo di ricostruire completamente il ponte di Casalmaggiore.
“Serve istituire al più presto un tavolo permanente con la Regione Emilia Romagna e il Governo per trovare una soluzione condivisa dove ognuno faccia la propria parte per migliorare tutte le infrastrutture che riguardano il territorio cremonese. Prima di costruire strade e autostrade – dichiara Alloni – si devono mantenere le infrastrutture realizzate, a partire dai ponti che collegano due territori strategici per l’economia dell’Italia”.
“Fa sorridere – rimarca il consigliere dem – il recente spostamento di risorse dal ponte di San Daniele a quello di Casalmaggiore, 3 milioni di euro precedentemente stanziati, dirottati su Casalmaggiore. E le risorse per San Daniele verranno inserite dentro il bilancio del prossimo dicembre”. Nella sua risposta, Sorte ha ribadito che “il ponte va rifatto. Ci vogliono 5 milioni di euro. Regione Lombardia ne ha già stanziati 3 e siamo in attesa di chiudere la partita e cominciare i lavori, se i 2 restanti milioni di euro vengano stanziati anche da Regione Emilia Romagna”.
Prioritario, per Alloni, resta il mantenimento del numero delle carrozze recentemente potenziato, ma anche l’incremento della frequenza dei treni nelle ore di punta, tra le due sponde, modello navetta, nelle fasce orarie di maggiore utilizzo di pendolari e lavoratori.
Infine, visto l’argomento in discussione, il consigliere, senza ottenere alcuna replica, ha ribadito come “il servizio ferroviario sta peggiorando e lo dimostrano i ritardi quotidiani accumulati dai treni – 80 minuti negli ultimi 3 giorni solo considerando una coppia di treni della linea Cremona-Treviglio-Milano – ma le prospettive restano incerte: infatti sui nuovi treni, mi riferisco a una lettera inviata agli amministratori del Comune di Cremona, l’assessore Sorte conferma che non arriveranno prima del 2021”.

Preoccupazioni vengono anche dal versante mantovano: “Ferma restando – afferma il sindaco di Viadana Giovanni Cavatorta – la competenza provinciale sui ponti e ringraziando le Regioni per i fondi messi a disposizione per sistemare dopo anni di attesa quello di Viadana-Boretto, deve intervenire il Governo con un piano nazionale di interventi straordinari sui ponti di tutta l’asta del grande fiume. Così come più o meno 50 anni fa lo Stato costruì tutti gli attuali manufatti ora occorre rimettervi mano”.

“Le nostre zone tra le più produttive e vivaci del Paese – conclude il sindaco viadanese – vivono di interscambi continui con l’altra sponda, non solo economici ma anche umani: ci sono esistenze stravolte. Con tutte le tasse che versiamo ci meritiamo una viabilità degna di una comunità civile. Altrimenti visto lo stato degli altri ponti, tutti più o meno malati, si rischia davvero una secessione infrastrutturale clamorosa che metterebbe in ginocchio una fetta d’Italia, la più attiva”.

© Riproduzione riservata
Commenti