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Omaggio a chi ha perso la vita
nelle missioni di pace
al Parco Caduti di Nassiriya

Domenica 12 novembre, Giornata nazionale della memoria per i caduti civili e militari nelle missioni internazionali per la pace, il Comune ha provveduto a fare deporre un mazzo di fiori, con nastro tricolori, al cippo del parco Caduti di Nassiriya (via Trebbia, angolo via Massarotti) che ricorda i civili e i militari morti a causa di un attentato terroristico che devastò la base italiana Maestrale a Nassiriya in Iraq il 12 novembre del 2003. La cerimonia commemorativa vera e propria si è tenuta questa mattina, alle 11, presenti le autorità civili, militari cittadine e i rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, tutte con i loro labari.

Dopo l’Onore ai Caduti, è avvenuta la deposizione della corona di alloro da parte di due rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri al cippo commemorativo collocato nel parco di via Trebbia. Un carabiniere ed un militare hanno quindi letto i nomi dei Caduti di Nassiriya. Hanno poi preso la parola i ragazzi della classe classe I A della scuola secondaria di primo grado “Virgilio”, accompagnati dalla docente Cinzia Cavalli, che hanno letto un loro personale intervento a ricordo della strage avvenuta 14 anni fa.

 

A seguire, a nome del Comune che, come da tradizione, ha organizzato la cerimonia, ha preso la parola la Presidente del Consiglio comunale Simona Pasquali: “E’ questo un momento importante perché dedicato alla memoria di tutti coloro che hanno perso la vita prestando servizio nelle missioni di pace all’estero alle quali l’Italia ha partecipato e sta partecipando. Sono trascorsi 14 anni dal 12 novembre 2003, giorno in cui, un attentato terroristico devastò la base italiana Maestrale a Nassiriya, in Iraq, provocando la morte di 12 carabinieri, 5 soldati dell’Esercito e 2 civili, tutti quanti impegnati ad aiutare il popolo iracheno dopo la caduta di una feroce dittatura. I nostri militari hanno aiutato uomini, donne, bambini a riprendere la convivenza civile dopo anni di oppressione, repressione e persecuzione. Hanno aiutano le forze militari e la polizia irachene a strutturarsi secondo i principi dello Stato di diritto. Hanno sfamato, curato, salvato. Hanno donato per questo loro impegno la propria vita.

 

“Molto è stato fatto allora e ancora di più resta da fare adesso e nel prossimo futuro”, ha aggiunto la Presidente Pasquali che ha così proseguito: “Dico questo in quanto il Vicino e Medio Oriente sta attraversando un momento di gravissima quanto pericolosa instabilità a seguito del susseguirsi di attentati, rivolte e guerre civili che hanno seminato e stanno ancora seminando morte e distruzione. Le migliaia di profughi che sono fuggiti e ancora fuggono da condizioni di vita insostenibili attraversando il Mediteranno e, troppo spesso, perdendo la vita, ne sono la tragica testimonianza. In questo preoccupante scenario, rendere omaggio alle vittime di Nassiriya è anche un modo per ricordare che il nostro Paese è chiamato a fornire ancora, con modalità forse diverse e comunque da concordare a livello internazionale, il suo contributo all’opera di costruzione della pace e della stabilità nel mondo. I caduti di Nassiriya, come tutti i caduti nelle missioni di pace, sono morti perché altri popoli potessero vivere senza paure e pericoli nei propri Paesi. Colgo pertanto questa particolare occasione per auspicare che l’Unione europea, animata dai valori dei suoi padri fondatori, metta in campo tutti gli strumenti che possiede per sconfiggere chi semina morte, a tutela del rispetto per la dignità delle persone e dei loro diritti”.

La cerimonia si è conclusa con la lettura della Preghiera dei Caduti.

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