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Trovati con materiale esplosivo
davanti alla banca di Piacenza
Due anarchici a processo

Devono rispondere di deturpamento e danneggiamenti, due giovani cremonesi di 26 e 24 anni frequentatori del centro sociale Kavarna arrestati nel febbraio del 2013 dai carabinieri che li avevano fermati poco prima che facessero esplodere un ordigno rudimentale davanti all’agenzia di Cremona della Banca di Piacenza di via Dante. I due, Arisi e Colombani, ‘Aro’ e ‘Colo’, i loro soprannomi, entrambi provenienti da famiglie della Cremona bene, saranno a processo venerdì davanti al giudice Elisa Mombelli. All’epoca dei fatti erano stati trovati in possesso di un candelotto artigianale pronto a deflagrare, e i militari avevano ipotizzato che nel mirino, per un’azione dimostrativa con finalità eversive, ci fosse la Banca di Piacenza.

Nella notte tra martedì 5 e mercoledì 6 febbraio, attorno alle 4, i due erano stati notati da un tassista armeggiare nei pressi di un’auto parcheggiata in via Platani. All’arrivo dei carabinieri, i due ragazzi avevano cercato di darsi alla fuga a piedi, ma erano stati presi poco dopo. In prima battuta si pensava ad un semplice tentativo di furto di auto, invece durante i controlli sotto la macchina era stato trovato un candelotto di polvere esplosiva lungo 20 centimetri e bicchierini di vernice rossa, nascosti poco prima del tentativo di fuga. ‘Una bomba di vernice’ che avrebbe comunque potuto provocare danni. Sulle pareti della banca era poi comparsa la scritta nera ‘Chi la fa l’aspetti’ e tra gli oggetti appartenenti ai due cremonesi, oltre ad accendini, erano stati trovati un coltellino e sacchi neri, presumibilmente da usare per coprirsi il volto, e bombolette spray di colore nero.

Alle loro spalle, già segnalazioni per partecipazioni a manifestazioni non autorizzate, e in più per il 26enne una denuncia per aver esibito in pubblico una mitraglietta che in realtà era un giocattolo. I due erano finiti in manette, ma erano stati scarcerati subito dal pm Francesco Messina secondo il quale non era ravvisabile l’imputazione più grave, e cioè quella di aver cercato di concretizzare un atto di terrorismo contro l’istituto di credito. Quando erano stati presi, davanti ai carabinieri si erano dichiarati prigionieri politici, circostanza che poi gli stessi avevano smentito al loro avvocato.

Venerdì davanti al tribunale è previsto un presidio del centro sociale Kavarna in segno di solidarietà per ‘Aro’ e ‘Colo’.

Sara Pizzorni

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Commenti
  • Dott. Landi Roberto

    Mettere le bombe non è terrorismo? Interessante. Sarei curioso di sapere quale sdegno e crescente indignazione sarebbero montati nella “società civile” e quali imputazioni sarebbero state contestate ai responsabili se, metti caso, fossero stati esponenti di qualche formazione della destra radicale…

    • Andrea

      Perchè, secondo lei per questi due non si è indignato nessuno?o forse intendeva dire che se fossero stati di destra tutti gli avrebbero dato addosso SENZA MOTIVO?no perchè qui la notizia non è il colore politico ma la bomba, ed era un petardo con della vernice, non del tritolo in un cesto di chiodi. Nei ragazzi arrestati vedo la stupidità di chi è convinto di mandare un messaggio schizzando di vernice una banca, in lei vedo un nostalgico che non perde occasione per sottolineare quanto siano trattati male quei tenerelli dell’estrema destra…è una cosa molto triste

      • Dott. Landi Roberto

        La “stupidità” di questi “ragazzi” si traduce nell’acquiescenza nei confronti degli esponenti dei centri sociali, autentici criminali che – Le ricordo – si sono resi responsabili di gravissime violenze, atti di devastazione e di uno stillicidio di illegalità (lancio di letame in un ristorante, vandalismi su autovetture ed abitazioni) che solo lo sconcertante lassismo di questa Sinistra e di questo Sindaco possono avallare. A differenza poi dei comunisti e dei loro accoliti – sempre pronti ad autoassolversi da ogni colpa in nome di una ideologia pseudo salvifica ed a considerare i loro avversari dei nemici da denigrare ed offendere, scatenando vere campagne d’odio (se si ripete ad nauseam una menzogna, questa diventa una verità dogmatica) – io non ho nessuna difficoltà a prendere, se del caso , le distanze da delinquenti dalle teste rasate che compiano atti di violenza o sciorinino deliri xenofobi e razzisti. Nella variegata e vasta famiglia della destra politica sono per fortuna pochi, ma purtroppo ci sono. Molti anni fa, intervistando Giorgio Almirante, Roberto Gervaso gli chiese : “Onorevole, ci sono più imbecilli a destra od a sinistra?” “Temo siano equamente ripartiti”. Io non applico due pesi e due misure nel censurare le illegalità . La Sinistra sì.

        • Mirko

          Concordo in pieno

        • Andrea

          Lei non applica due pesi e due misure, ma ad una notizia del genere ha tirato fuori subito i poveretti denigrati della destra radicale (che qua non c’entrano proprio nulla) che sinceramente io in giro non vedo. A me quelli che fanno il saluto romano fanno paura uguale, e sicuramente NON mi sembrano meno violenti e la storia (e la legge) mi da ragione anche se a molti come lei la cosa non va giu.